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Hurricane

 

Scritto in inglese. Pronunciato da me, che non amo essere anglofona, all’italiana.

E perché l’ho scritto in inglese, allora? Perché fa meno paura. Un po’ come lockdown al posto di ” confinamento”.

L’Uragano è un rivolgimento della natura, una confusione primordiale in cui non vi sono le regole del dove,del quando, del perché, non si risponde più alla scientifica relazione” causa/effetto”.

Vortice. Forze centrifughe e centripete, vento, pioggia, fulmini, a spostare nuvole, innalzare acque, sdradicare alberi, incitare fiumi a uscire dal greto e a fare paura riprendendosi ciò che gli argini avevano represso.

” U mari timpistusu non avi taverna” ( nel mare in tempesta non si trova riparo) diceva Nannarella che di uragani abbattutisi sulla sua vita ne aveva sperimentati tanti e ognuno con intensità sempre crescente.

Mi diceva : “occorre conficcare le unghie nella terra, diventare memoria e porto per chi ti sta vicino in modo che il vento non porti via le tracce per tornare, anche se a tornare dovessi essere solo tu e proprio da te stessa.-

Non le dissi mai: “son io un uragano, raccolgo i venti del mio destino; a volte spazzo via ciò che non mi aggrada, altre volte mi sommergono l’impeto o la sfiducia e annaspo dentro l’occhio perché restare ferma io non so.”

– Son io un uragano…- e la voce si smorza dentro le folate. – Son io un uragano…- e sulle labbra il sapore della pioggia.

– Son io…- ho aperto le mie mani…volo…e non so più quando bussero’ ancora alla mia porta.
Come Ulisse tornato a Itaca non mi riconoscerò.

Hurricane fa scempio delle fotografie

dal web “Medicane 

Pubblicato inFantasy

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