Salta al contenuto

I calendarietti per Natale

In quel periodo nell’intervallo di pranzo andavo spesso nel salone da barba di Gino e Tonino.

Una volta arrivai che era passata da un po’ l’una, la serranda era calata a mezza altezza, entrai e vidi un grosso scatolone sopra la cassa.

Gino e Tonino erano soli e stavano già mangiando.
«Ciao».
«Ciao».
«… che c’è lì dentro?» chiesi curioso.
«Eh, è arrivato lavoro, anche per te!» rispose Tonino.
«Per me?».
«Mah» disse Gino ridendo «forse è mejo de no… potrebbero faje male!».

Gino si alzò, aprì la scatola e tirò fuori un libricino profumato grande come un pacchetto di sigarette ma molto più sottile.
«Ecco, guarda» disse mostrandomelo «So’ calendari!!».

Quello che notai subito non furono né i mesi né i giorni dell’anno, ma i disegni ben fatti di donne in costume molto succinto e in pose provocanti.

«Questi li damo ai clienti pe’ le feste de Natale, così ce danno ‘na bella mancia!» continuò Gino, strofinando i polpastrelli.
«Però li dovemo completa’, vedi» mi mostrò alcune bustine trasparenti e una scatola con il timbro «Ce dovemo timbra’ li nomi nostri e sistemalli nelle bustine, così so’ pronti. Daje che se c’aiuti, dopo ce scappa quarcosa pure pe’ te!».

Passammo diversi giorni a timbrare e imbustare i calendari durante l’intervallo di pranzo.

Imparai a memoria le pose e le forme delle donnine disegnate.

Nei primi giorni di dicembre iniziò la distribuzione ai clienti.

Gino si mostrava molto servizievole e ogni volta recitava la sua sceneggiata.
Quando il cliente, appena finito il servizio, si alzava dalla poltrona Gino esclamava:
«Ragazzoooo!… spazzola!».
E qui entrava in funzione il “ragazzo spazzola” del momento che si adoperava a spazzolare il vestito del cliente sulle spalle e sulla schiena.
Contemporaneamente, con un leggero inchino, Gino porgeva il calendario:
«Tanti auguri di buone feste a lei e famiglia!».

L’esperienza aveva portato a usare l’augurio di “Buone Feste” piuttosto che “Buon Natale”, perché andava bene anche per quei clienti che erano serviti dopo Natale.
Era importante fare gli auguri prima che mettessero mano al portafogli perché, oltre ai servizi del taglio dei capelli, barba, shampoo ecc., il pagamento comprendesse anche la mancia per il calendario e la spazzolata!
Con tutte queste attenzioni diventava inevitabile che il cliente lasciasse una discreta cifra.
Dopo il pagamento, la sceneggiata si completava con «Manciaaa!» esclamato con maggiore enfasi del comando precedente, cui seguiva un sonoro «Grazieee!» del “ragazzo spazzola”.

Nei tre anni in cui frequentai assiduamente il Negozio, molte volte sono stato il “ragazzo spazzola” e devo riconoscere che durante il periodo delle feste di fine anno questo compito fu sempre ben ricompensato.

Pubblicato inGenerale

1 commento

  1. Anna Anna

    Leggendo il tuo racconto mi è tornato in mente un ricordo. Avrò avuto sette o otto anni e mio padre portò a casa, di ritorno dal barbiere,un calendario con le “femmine nude”.
    Tra le proteste di noi bambine che volevamo guardare venne poi strappato e gettato via.
    Non me ne ricordavo più, pensa un po’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *