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I colori della siccità

Da un po’ mi chiedo il colore del caldo, di questo clima torrido, della siccità.
Forse sono gialli, come il sole, o color sabbia, come il deserto, ma mi sembra troppo poetico.
L’afa è opaca, e come una ventosa ti si attacca addosso.
E poi a questa miscela esplosiva di asfissia si mescolano strani fetori.
Per tutta la notte, momento in cui l’olfatto è particolarmente sensibile, ho sentito un lezzo ripugnante, e non sapevo davvero da dove potesse venire.
Dalle bollenti pareti della mia casa o dall’aria contaminata di fuori?
Non mi ha dato tregua, nel sonno, questo etere intenso e pungente.
Ne sono conseguiti sogni disturbanti, immagini sciolte e galleggianti tra il vapore del moderno sudario, che ci avvolge come un corpo morto, assettato e secco.
Come dentro una pelle rugosa e avvizzita, mi attorciglia questo nostro tempo.
Cerco il fiume, ma ormai è arso e inaridito.
Mi tuffo nel mare, ma è una miscela calda di alghe che mi stringono la laringe, chiudono il cardias e sigillano l’esofago.
I pesci mi sfiorano, con le loro squame da serpente, boccheggiano affannosamente, mi spingono al largo. Granchi e meduse non riescono a pungermi, nel loro tormentoso ansimare.
Beviamo insieme il brodo inquietante della contemporaneità.

Stordita, la mia mente intorpidita rifiuta la verità, vi si oppone vigorosamente.
Corro a bagnarmi, sotto la doccia, e per un attimo concepisco acque cristalline e luminose, abbondanti e pure.

Immagine tratta dal Web.

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