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I nuovi nonni

Sono seduta al solito posto, il mio scoglio preferito che ho scelto per i miei momenti di solitudine e osservazione. Guardò il mare e poi un’occhiata al lungomare. Passano tenendosi per mano, le dita intrecciate, i jeans come cinquant’anni fa, le scarpe da tennis a colori.Di solito non parlano ma camminano con lo stesso passo. Occhi a volte tristi, liquidi dietro gli occhiali come se un pensiero gli fosse scivolato dalle ciglia al cuore e si fosse fermato lì. Le donne anziane a volte hanno ancora un portamento dritto, magre e longinee fanno lunghe falcate , un po’ ondeggiano forse mentre rasentano la spiaggia, quasi a simulare le onde larghe. Poi ci sono quelle che gli anni li portano tutti, si affaticano camminando piano, al braccio del compagno ma con la dignità di uno sguardo dritto e fiero. Lì guardo passando dall’uno all’altro, sono una generazione di passaggio, si son trovati nell’era del cellulare e li vedi con la cover a fiori che cercano il numero e poi si accalorano alzando la voce mentre parlano. Lì vedi passeggiare insieme, tre o quattro uomini col berretto o la coppola , il completo e il bastone in una mano. Parlano concitati, gesticolando e poi si fanno grandi risate. Le donne corrono dietro ai nipotini, c’è sempre uno che sta imparando a camminare e la nonna con un po’ di tacco si affretta a fermare quel discolo che se la dà a gambe. Poi li vedi al tramonto stanchi e scapigliati che raccolgono passeggini dimenticati, palloni persi e mogli e nipoti da riportare a casa. Dimenticate il nonno delle favole davanti al camino a fumare la pipa… e la nonna? Prepara la cena…come si deve, come sempre.

Pubblicato inAmore

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