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I ragazzi di Assedio

Hanno inventato un “gioco da tavolo” di strategia militare che “racconta una storia vera”, quella che si è svolta tra il XII ed il XV nel territorio della Bassa fra le province di Padova e di Verona.

Sono quattro “ragazzi” di Montagnana, il paese del padovano dove abito. Li ho voluti conoscere e mi sono trovato di fronte quattro adulti: Andrea di 36 anni, Guido di 38, Luca di 34 e Michele di 36. Avevano con sé la scatola del loro gioco. Erano entusiasti ed orgogliosi della loro creazione ed un po’ a turno me ne hanno parlato.

Assedio nasce quasi per scherzo – mi dice Luca – per una sfida tra lui e Guido: copiare Risiko, un famosissimo gioco di strategia, ed adattarlo alle vicende che hanno riguardato il loro territorio. Luca lo dice così: “nasce dall’incontro tra due passioni, quella per Risiko e quella per Montagnana, per la sua medioevalità che è nel sangue di tutti noi.”

La prima edizione italiana di Risiko è del 1968, è un  gioco che i miei coetanei senz’altro conoscono ed era diffusissimo, quando non esisteva l’elettronica e l’informatica in casa, la Playstation era ancora di là da venire, la vita collettiva era lenta, prevedeva al suo interno una convivialità familiare costruita attorno al gioco, di carte o “in scatola” come Risiko, Monopoli, Kingmaker, Carcassonne, Incognito, Hotel, Cluedo e tanti altri.

Conoscendo quei “ragazzi” scopro, con gioioso stupore, che un gioco che ha compiuto cinquant’anni – ed al quale ho giocato innumerevoli volte quando avevo la loro età – ha avuto la forza di tramandarsi così a lungo e tanto da spingere ingegnosi ragazzi ad adattarlo alle vicende storiche del loro territorio. “Quando abbiamo cominciato a metterlo a punto – mi dice Michele – pensavamo a farne un gioco didattico che potesse coinvolgere alunni della media in uno studio delle vicende storiche che fosse appassionante ed istruttivo”. L’ambientazione storica di Assedio va dalla fine del XII secolo, da Ezzelino III da Romano, un valente ed audace condottiero, che molte leggende vogliono spietato e crudele più del dovuto e del reale, fino all’arrivo di Venezia a Montagnana, nei primi anni del XV secolo. “Il fine del gioco – prosegue Andrea – è quello di raccontare una storia. La storia di cinque Casate – Carraresi, Estensi, Ezzelini, Scaligeri e Visconti – che in quell’arco di tempo si sono scontrati all’interno del territorio che è rappresentato dalla mappa del gioco fino all’arrivo di Venezia che lo conquista per intero. Infatti nel gioco c’è una carta che si chiama Serenessima e quando uno dei giocatori la pesca il gioco finisce.”

Assedio è un vero e proprio gioco di strategia che può essere giocato dai 3 ai 5 giocatori, ognuno dei quali sceglie di interpretare una delle cinque Casate storiche. La plancia di gioco è una mappa fedele del territorio delimitato da quattro comuni: due in provincia di Verona, Legnago e Cologna Veneta e due in provincia di Padova, Due Carrare e Boara Pisani, quest’ultimo situato all’estremità meridionale del padovano sulla sponda sinistra dell’Adige. La mappa approvata dal Centro Studi Castelli si riferisce alla situazione geo-politica del 1350,  comprende quaranta comuni fra i quali tutti quelli della Sculdascia, ovvero quei dieci del Palio che si svolge ogni anno a Montagnana.

Come nel suo precursore, Risiko e in molti altri giochi di strategia anche in Assedio vince il giocatore che riesce ha più castelli e controlla la maggior parte del territorio. Questo obiettivo si realizza attraverso scontri con le altre Casate, seguendo le direttive scritte nelle “carte-missione” pescate da ciascuno all’inizio del proprio turno di gioco, usufruendo di “figure speciali” – come la spia, il guerriero o il vescovo – o subendo eventi tragici ed improvvisi, come la peste, guadagnando vantaggi come armi d’assedio o aumenti di grado militari, o stringendo alleanze.  Tutti ottimi spunti per calarsi, per qualche ora, nell’atmosfera medioevale con i fronteggiamenti, le battaglie, gli assedi, i capitani di ventura, i rovesciamenti di fronte, proprio tutto quello che nel Palio dei Dieci Comuni, che si svolge ogni anno a Montagnana, ha la sua rappresentazione più scenografica.

I “ragazzi” stanno lavorando sull’idea dal dicembre del 2012, da allora hanno perfezionato il gioco, allontanandolo sempre di più dal loro precursore cinquantenne, limitando il ruolo della fortuna e rendendolo più avvincente, si sono avvalsi del contributo dello storico Giandaniele Pauletto, hanno effettuato diversi test, si sono confrontati con gli esperti delle case editrici di giochi, hanno coinvolto l’Associazione del Palio che li ha invitati a presentare Assedio agli spettatori del corteo storico. Il quadro del coperchio della scatola è della madre di uno di loro la pittrice Carmen Cassighi, anche lei coinvolta come artista nel Palio.

 

Il loro progetto adesso, come mi spiega Michele, è quello di essere affiancati da un fornitore in grado di costruire copie del gioco solo in materiale sostenibile – carta, cartone e legno – e provare ad auto produrre Assedio, sostenendo le spese attraverso il ricorso al crowdfunding, con una edizione in due lingue, italiano ed inglese, da vendere on-line attraverso il loro sito www.assediogame.it.

 

Il mercato tedesco e quello dei paesi del Nord è molto florido ed i giochi da tavolo conoscono ancora una grande diffusione. Il sogno dei quattro “ragazzi” di Montagnana è forse quello di vedere “la loro creatura”, un giorno, vincere il più prestigioso premio europeo, quello di  “Gioco dell’anno” che dal 1978 assegna annualmente il premio fra i giochi pubblicati in Germania.

Un altro sogno, di tutti, è quello di poter ritrovare la gioia dello stare insieme, il piacere della convivialità e, perché no?, di ricominciare a costruire relazioni attraverso un gioco, magari anche guardandosi negli occhi.

(nella foto in alto, da sinistra a destra: Luca Smanio, Andrea Rossato, Guido Soatto e Michele Arzenton)

(tutte le foto sono di Marilla Lovato)

 

Published inTempo libero

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