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I Re sono già venuti

CONCORSO LETTERARIO QUESTO NATALE 2020

Regolamento. Al termine della lettura della storia, puoi lasciare il tuo giudizio. Vince la storia che riceve più Like. Il concorso termina il giorno di Natale. Il vincitore sarà proclamato il 26 e riceverà in dono tre libri degli autori del Blog

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Quattordicimilacentoventinoveeeeee, diecimila pesetaaaaaas! Alle ore 9 del mattino di ogni 22 dicembre, alla radio, che mia madre aveva sempre collegato sin dalle prime ore del mattino, iniziava l’estrazione della lotteria di Natale, ed eccoci tutti poveri spagnoli, ad aspettare la dea la fortuna ci porterà fuori dalla miseria.
Stavo per dire che è così che sono iniziati tutti i Natali della mia infanzia, ma no, pochi giorni prima del 22, mio nonno ci mandava dalla città un cesto con muschio da mettere nel nostro presepe, amari e un gallo VIVO, così che ne rendessimo conto di lui alla vigilia di Natale.
Il gallo, fino a quando “arrivò la sua ora”, trascorse il suo “braccio della morte” legato a un tubo della doccia e, sebbene la corda che la teneva fosse della misura giusta in modo che non potesse uscire, per me, entrare nel il bagno era una vera avventura. Il gallo era irrequieto e, quando gli passavo accanto, cercava sempre di beccarmi.
Posizionare la mangiatoia è stato un bel lavoro. Per prima cosa chiedevamo al pescivendolo delle casse di legno, per montare la cornice dove mettevamo tutte le statuine, le case, il bambino Gesù, i pastori, i galli sdraiati ei tre Re Magi che arrivavano a dorso di cammello al portale. In modo che il legno e i tavoli sottostanti non si vedessero, mio padre pose la bandiera spagnola, coprendo tutto.
Mia madre ha svuotato un’intera stanza per mettere il presepe, che andava da una parete all’altra, con muschio, fiumi fatti con lamina d’argento di cioccolato, re Erode con il suo castello ei suoi soldati romani, le lavandaie, le pecore , mulini a vento …
I bambini prendevamo il tamburello e andavamo in giro per le case dei vicini cantando canti natalizi, in modo che ci facessero il regalo di Natale. I guadagni erano pochi, il nostro quartiere non bastava per grosse spese, ma siamo tornati a casa deliziati con poche pesetas per comprare caramelle.
Non ricordo chi e come abbia ucciso il gallo, né che ci dispiace mangiarlo, (quanto è intelligente la mente), ma ricordo perfettamente i nervi che ho passato la notte del 5 gennaio, incapace di dormire.

Il 6 sono arrivati gli Rejes Magos e quella è stata una splendida chiusura per Natale.

La cosa brutta è che mi è venuto in mente di nascere il 5 gennaio.

nella copertina: Cabalgata de Rejes Magos, Madrid 2013

 

Pubblicato inGenerale

1 commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Che bella descrizione per una storia così piena di nostalgia e di amore.
    E brava Vic! Grazie

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