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Il bagno di Bathsheba

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Goccia sul mio corpo.
Scivola fresca, si insinua gagliarda, nelle pieghe alla luce ora esposte.
Lascio vagare la mia mano,
impudica e solerte carezza la mia pelle arsa, alla solitudine avvezza.

Goccia, stilla sul seno e fra i fianchi, viaggia su percorsi sinuosi ,
cerca gallerie conosciute e irriverente staziona su punte rosate.

Re, mi guardi dalla tua prigione dorata,
incatenato a un dovere che non disdegna la lussuria,
segui la mia mano che
promette il paradiso al tuo regno pulsante.

-Davide, Davide…per paura non osi? Chi temi?
La donna, il peccato o quel dio che il piacere nel tuo ventre ha inculcato?-

Un tocco, uno sguardo
per un desiderio blasfemo…
Goccia…poi un’altra, io tremo
è amore che diventa
supplice preghiera…
il peccato è compiuto sul far della sera.

Adultera e femmina
morire, per legge io devo…
mentre il mio corpo corre via dalle regie carezze
e si adagia sul morbido velo…

Un bagno impudico
scatenò la fantasia
e di un re il valore smarrì
– non sarai lapidata, amante, donna mia…
il tuo sguardo ammaliante vale la vita di tuo marito Uria…-

Dannati, amanti
vinti da un bagno, da un giogo e dal destino,
da acqua che scorre su nudi corpi …
che annienta, brucia, indomabile come eternità di diamanti.

Goccia…sul mio corpo, mio Re, mio schiavo Davide…
Danzo stillante uscendo dal mio bagno…
mentre io Bathsheba
nuda, tua prigioniera farfalla,
lascio per sempre in balìa delle religioni, la rispettosa crisalide.

Pubblicato inAmore

1 commento

  1. Gianluca Gianluca

    Un capolavoro di sensibilità, passione e profondità!

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