Salta al contenuto

Il Bel Paese

Ti avrei amato di più se mi avessi dato maggiori possibilità di esprimere i miei dubbi, di poter fare senza paura scelte importanti.
Se mi fossi sentita valorizzata e stimata nel mio ruolo, e non avessi dovuto e dovessi arrancare per avere il poco che ho.
Credevo di essere fortunata, anni fa, a confronto con chi non aveva niente.
Ho potuto studiare in scuole e università pubbliche serie, partecipare a concorsi, trovare un lavoro.
Mi sembrava tanto, addirittura troppo.
Ricordo la felicità nel superare gli ostacoli, uscirne vincente, sentirmi finalmente adulta, capace di prendermi responsabilità, riscattandomi così dalla famiglia, che con sacrificio mi aveva sostenuta.
Oggi non ritrovo quell’entusiasmo, non assaporo più il senso di libertà che sembrava non finire mai.
Pian piano, ho compreso i trabocchetti, vissuto la gabbia dorata dell’essere donna e lavoratrice.
Sono caduta nelle ragnatele, e ancora fatico, anzi sempre di più, a riconoscerle per non esserne avviluppata dentro.
Sono più matura ma sempre più fragile.
Le richieste aumentano, di tutti i tipi, e con loro i problemi e le difficoltà.
L’umanità vera, quella che ci è propria, mi rendeva felice un tempo. Tra vittorie e sconfitte tutto sembrava normale, superabile. Dipendeva da me quello che volevo essere e diventare.
Oggi non è così. Poco è lasciato all’intraprendenza, all’originalità, alla passione, che sempre dovrebbe guidarci. Nessun merito è riconosciuto.
Mi sento incasellata, limitata da rotaie prestabilite, obbligata spesso ad essere ciò che non vorrei essere.
Amavo il tuo paesaggio, il tuo patrimonio culturale, precluso ormai a chi non può permettersi di pagare profumatamente.
Un tempo decidevo e partivo, qualcosa o qualcuno dove stare lo avrei trovato.
Ora bisogna organizzare, prenotare molto tempo prima del desiderio: è un altro lavoro, insomma… E il desiderio scema.
Ecco, il nocciolo della questione, il desiderio. Ucciso da chi lo vuole gestire al tuo posto, guidarti nella scelta di cosa fa per te, senza nemneno sapere chi tu sia.

Restano solo i rifugi: le piccole cose che ancora ti è consentito fare di nascosto, quello che puoi dire sottovoce, per non essere scoperta.

Nell’immagine: foto dal web.

Pubblicato inSogni

2 Commenti

  1. Carla Bisogno Carla Bisogno

    Ciao Vally, ti leggo e mi sembra di vedermi! Anch’io tanti sogni, qualche piccola gratificazione, non tante perché magari mi sarei montata la testa…e poi trovarmi incasellata, col bavaglio..io che vorrei gridare per ogni torto, ogni ingiustizia….ma si va avanti..tanti auguri Vally

  2. Vally Vally

    Anche a te, Carla! ❤️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *