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Il complice

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Con quei capelli arruffati, in pigiama distesa sul divano a pensare senza agire, senza capire
cosa le stava succedendo
D’improvviso si scosse da quel torpore e uscì senza una meta.
Vagò in macchina con la musica in sottofondo, sentì un forte rumore si avvicinò un uomo le chiese se stesse bene,
Lo aveva tamponato. Nulla di grave solo qualche graffio, lei stordita lui calmo e cortese le chiese di andare a prendere un caffè vedendola stordita.
Parlarono come se si fossero conosciuti da sempre. si scambiarono il numero di telefono.
Da quel giorno la loro vita cambiò senza che nessuno lo sapesse.
Messaggi, mail che resero le giornate meno pesanti.
Più si scrivevano più il desiderio di rivedersi prese il sopravvento.
Avevano bisogno di quell’ abbraccio di cui tanto ne scrissero. Non volevano altro.
Fu così ,dopo mesi, che decisero di passare una notte in una località sconosciuta, lontano da occhi indiscreti.

Si trovarono davanti ad una stazione, lei arrivò senza trucco, con un paio di jeans e un maglione, non doveva fare colpo su di lui. La sua vita l’aveva e non l’avrebbe mai lasciata.
Trovarono un albergo e passarono tutto il tempo ad abbracciarsi pur desiderosi di altro.

Dopo quella notte credettero di non rivedersi mai più.
I messaggi, le telefonate di nascosto continuarono fino a a spingersi oltre .
Si era creata un’empatia, simbiosi tale che non potevano più non rivedersi.
Non fu amore nel termine in cui si pensa, ma una forte attrazione, sensualità che in pochi capirebbero.
Cominciò così
Anni di passione, giochi erotici, salti mortali per un fugace bacio.
Sotto la doccia con l’acqua che scorreva sui corpi nudi , giochi in cucina, lui mangiò sul suo ventre, lei lo fece andare in estasi con la sua bocca,
Il solo pensiero di essere a pochi chilometri di distanza faceva uno strano effetto, si eccitavano.
Periodi lunghi senza vedersi per i troppi impegni, così lei appena sapeva che lui era in zona prendeva la macchina per raggiungerlo, solo il tempo di un caffè per colmare quel vuoto dentro di sé, come lui pur di vederla deviava i suoi viaggi per un solo bacio. A volte un sesso sfrenato sbrigativo colmo di piacere.
Non erano mai sazi.
Fu una grande “Amicizia” fatta di stima reciproca, sesso, risate, follie.
Non parlarono quasi mai delle loro vite private.
Lei così introversa, ansiosa scoprì un mondo a parte tutto suo disinibendosi come non avvarrebbe mai pensato. Il regalo più grande della sua vita.

Come scrive Vasco “A volte ci vuole un complice ed è più semplice”.

Con quei capelli arruffati, in pigiama distesa sul divano a pensare senza agire, senza capire
cosa le stava succedendo
D’improvviso si scosse da quel torpore e uscì senza una meta.
Vagò in macchina con la musica in sottofondo,sentì un forte rumore si avvicinò un uomo le chiese se stesse bene,
Lo aveva tamponato. Nulla di grave solo qualche graffio, lei stordita lui calmo e cortese le chiese di andare a prendere un caffè vedendola stordita.
Parlarono come se si fossero conosciuti da sempre. si scambiarono il numero di telefono.
Da quel giorno la loro vita cambiò senza che nessuno lo sapesse.
Messaggi, mail che resero le giornate meno pesanti.
Più si scrivevano più il desiderio di rivedersi prese il sopravvento.
Avevano bisogno di quell’ abbraccio di cui tanto ne scrissero. Non volevano altro.
Fu così ,dopo mesi, che decisero di passare una notte in una località sconosciuta, lontano da occhi indiscreti.

Si trovarono davanti ad una stazione, lei arrivò senza trucco, con un paio di jeans e un maglione, non doveva fare colpo su di lui. La sua vita l’aveva e non l’avrebbe mai lasciata.
Trovarono un albergo e passarono tutto il tempo ad abbracciarsi pur desiderosi di altro.

Dopo quella notte credettero di non rivedersi mai più.
I messaggi , le telefonate di nascosto continuarono fino a a spingersi oltre .
Si era creata un’empatia, simbiosi tale che non potevano più non rivedersi.
Non fu amore nel termine in cui si pensa, ma una forte attrazione, sensualità che in pochi capirebbero.
Cominciò così
Anni di passione, giochi erotici, salti mortali per un fugace bacio.
Sotto la doccia con l’acqua che scorreva sui corpi nudi , giochi in cucina, lui mangiò sul suo ventre, lei lo fece andare in estasi con la sua bocca,
Il solo pensiero di essere a pochi chilometri di distanza faceva uno strano effetto, si eccitavano.
Periodi lunghi senza vedersi per i troppi impegni, così lei appena sapeva che lui era in zona prendeva la macchina per raggiungerlo , solo il tempo di un caffè per colmare quel vuoto dentro di sé, come lui pur di vederla deviava i suoi viaggi per un solo bacio. A volte un sesso sfrenato sbrigativo colmo di piacere.
Non erano mai sazi .
Fu una grande “Amicizia” fatta di stima reciproca, sesso, risate, follie.
Non parlarono quasi mai delle loro vite private.
Lei così introversa, ansiosa scoprì un mondo a parte tutto suo disinibendosi come non avvarrebbe mai pensato. Il regalo più grande della sua vita.

Come scrive Vasco “ A volte ci vuole un complice ed è più semplice”.

Pubblicato inAmore

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