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Il faro ed il delfino

“Il Faro di Capo Spartivento e il delfino dal cuore infranto”

 

_Non ditelo al Tempo che c è un Faro, sopra un promontorio.

Un faro bianco a guardare l’ orizzonte.

Un faro sferzato dal vento e dai marosi. Brillante di sole e di carezze di mare.

No, non ditegli che è lì ad attendere un respiro da sempre. Da ieri. Da oggi. Lo attenderà domani. Non ditegli che quel Faro è tutto il mio mondo, racchiuso dentro un’onda.

O è una goccia? O è una lacrima? Non diteglielo, per favore. Lasciatemi giungere dentro quella luce. Dentro quel respiro voglio annegare anche io_ disse il delfino supplicando le sue Parche.

Per sempre la sua luce a illuminare il mare, e lui a balzare sopra le onde per sentir quella carezza.

Un uomo e una donna erano stati un tempo.
Avevano rubato baci, carezze, ladri di un amore.

Quel fio gli dei gelosi fecero loro pagare.

Scirocco da allor sferzo’ quelle membra bianche,
maestrale si insinuo’ dentro pareti disadorne ,
non più piacere provo’ quel femmineo ventre, solo luce, luce per il marinaio errante.

E lui divenne pesce. Ma fu un ribelle. Gli abissi non poterono ghermirlo,
un balzo, poi un altro ad inseguir le stelle.

Sempre li ai piedi della roccia. A saltare sopra l’ onda alta…a dire a quelle immote pietre: sono qua, amore mio…_ a lanciare con la coda una sola goccia.

_Era una notte di tempesta_ racconta un vecchio pescatore.
_il mare sferzava ruggendo la pietra ove poggiava il bianco faro.

La luce cercava il suo delfino,
tremula sotto la pioggia scrosciante e sotto il lampo e il tuono…
Un salto contro i nembi, fece il pesce, sorridendo
abbraccio’ il suo destino.
Oggi c’ è ancor chi vede
proiettata dalla luce sopra il mare l’ ombra di un delfino che rubo’ agli dei il Tempo per amare_

 

la foto del delfino è di Marina Neri

Published inLuoghi

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