Salta al contenuto

Il grande amore del giorno di Santa Elvira

Mamma Rosa aveva da poco compiuto 18 anni in quel giorno di gennaio del 1954 in cui la sua amica organizzò una festa.
Era il 27 gennaio ed Elvira, l’amica e vicina di casa di mamma aveva 20 anni; era una bella ragazza, più alta della media delle donne di quel periodo, molto vivace ed allegra. Aveva una famiglia numerosa che viveva in ristrezze, ma lei organizzava sempre balli e feste.
Mamma era timida, bruna e piccola di statura, formosa, con grandi occhi neri e labbra carnose. Era orfana di padre dalla guerra, ma la madre sarta guadagnava abbastanza da mantenere lei e il fratello senza particolari sacrifici. Aveva i capelli corti, ricci da permanente come usava allora.
Elvira la coinvolgeva nelle sue feste dove con collette di caseggiato si riusciva a bere gazzose e mangiare crocchette di patate, per i pochi fortunati che riuscivano ad afferrarne almeno una.
Elvira faceva l’onomastico, importante al sud a quel tempo ben più del compleanno.
E allora si organizzò una festa alle otto di sera. Serata danzante con piccola orchestrina, pagata con pranzo a base di capretto (nonna fornì il capretto e la mamma di Elvira cucinò), più, ovviamente, litri di gazzosa.
Mamma si vestì con una gonna stretta in vita e a ruota dai colori vivaci sui toni dell’arancione e del giallo, abbinata ad una morbida e lucida camicetta in raso di seta blu. A quei tempi i tessuti belli erano a portata di tutti e avere una mamma sarta era una gran fortuna.
Verso le 10 la gazzosa era già finita ma si continuava a ballare senza sosta. Arrivò un gruppo di ragazzi, chiese il permesso di partecipare alla padrona di casa che disse di si, essendo tutti giovani del quartiere. Uno tra loro, Franco, spiccava, era altissimo, bruno con i capelli ondulati, sguardo da conquistatore.
A mamma non sembrava vero, ma era lei che guardava, proprio lei che con i tacchi da 8 cm non arrivava a un metro e 65.
Lui si avvicinò e con cortesia le chiese di ballare. Da quel momento e fino a mezzanotte loro ballarono sempre. Fino a quando non misero in ordine la stanza (lì ci dormivano i 4 fratelli maschi di Elvira). E li congedarono. Siccome mamma abitava nello stesso pianerottolo non ebbero neppure un minuto in privato e la serata finì.
Il giorno dopo Elvira portò a mamma un biglietto, diceva con una scrittura piccola e ordinata se si potevano vedere nel pomeriggio. Con Elvira ovviamente.
Il resto è la loro bellissima storia d’amore. Sposi nello stesso anno. Presto due bambine. Papà, a soli 56 anni, ci lasciò dopo 30 anni di una vita insieme piena e felice. Anche mamma morì giovane qualche anno più tardi. Riposano insieme, sulla loro lapide c’è scritto:
“Un amore, oltre il tempo, oltre la vita”

59
Published inAmore

Un commento

  1. Franco Franco

    Bello

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: