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Il luogo del pastore Boku

In Piazza Uniri,
fontane secche: konkreto cemento pallido!
Palazzi, colline illuminate, dal potere del popolo
che soffre miserie di pensiero politico.
Sibilano, proiettili a motore,
dentro una gara senza direzione.
Contro mondi di viandanti sperduti,
rabdomanti di vili emozioni.
Fuggire dalla ferocia del tempo,
significa cercare altrove, vita.
Nessuno cambia l’economia
millenaria della miseria,
se non è lui medesimo il cambiamento.
Rimane la lotta e la rassegnazione
per i sopravviventi, nati da madre ignota,
nelle mani di speculatori di miseria,
sconosciuti ai doveri dei ben pensanti!
Come cuccioli tra le mani del boia del canile,
conosciuti dai potenti dei stimati poteri.

Piazza Uniri, girone d’inferno,
luogo di turpi malvagi & di nobili passioni,
ho incontrato lame,
occhi imploranti amore e pietà !
Vento di Odessa, unica certezza d’oggi,
non si tradisce così il diritto alla gioia.

Pubblicato inPoesia

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