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Il Maestro

Nel lontano 1 novembre 1993, quando seppi da Giornali e TV che Federico Fellini era scomparso nel corso della notte appena passata, ebbi subito l’impulso di scrivere qualcosa … qualcosa di molto simile al Racconto attuale. Accanto all’emozione e al dispiacere, infatti, si era insinuato anche un pensiero un po’ balzano ed infantile, e cioè che … lassù … qualcuno, a cui io avevo voluto molto bene in vita, sarebbe stato veramente contento di questo arrivo.
Buttai giù qualche piccolo appunto, finito chissà dove, ma poi non ne feci nulla, anche se ogni tanto, nel corso degli anni, sentivo di avere lasciato quest’idea in sospeso.

Nel Luglio 2019, al fine di inviare un mio testo ad un Concorso, del tutto casualmente decido (dopo ben 26 anni!) di portare a termine il Racconto dedicato al Regista. Certo – penso – ha ormai perso d’attualità! – E invece, poco dopo averlo scritto ed inviato, mi capita di ascoltare Vincenzo Mollica che, in uno dei suoi servizi al TG, anticipa la notizia dei festeggiamenti nel 2020 per il Centenario di Fellini, nato appunto il 20 gennaio del 1920. Coincidenza che ho visto come una piccola magia e che mi ha permesso di considerare il breve scritto come un personale omaggio al Maestro.

Purtroppo, alcune iniziative ipotizzate per celebrare questo anniversario e riguardanti letture pubbliche del Racconto accompagnate, per una maggiore suggestione, dalle sequenze finali del Film 8/mezzo (avevo trovato su Internet una versione breve di 3,39 minuti) non hanno potuto avere seguito causa la nota situazione di chiusure e confinamenti … per cui tutto è andato disatteso!

Ho pensato di girare a Contame proprio questo Racconto (anche se fuori tempo massimo per la ricorrenza) nella speranza che possa ancora avere vita, interessare, piacere e …

IL MAESTRO

31 ottobre 1993 – luogo imprecisato

Lassù c’è un gran fermento. Circola la voce che il Maestro potrebbe arrivare presto, al più tardi per il giorno della Festa. Sono tutti eccitati, sanno che quella sarà un’occasione unica, se mai avranno la ventura di essere scelti. Anche per una piccola parte, una sola inquadratura, una comparsata.
C’è chi, in omaggio al Maestro, sta già provando.
Una donnina incantata e timida spalanca gli occhi sognanti ed ingenui saltellando come un uccellino. Un giovanotto, più che adolescente, si atteggia nel ruolo d’immaturo perdigiorno. Una bellissima signora, dall’accento straniero, gironzola ammaliante intorno alla fontana. E poi c’è quel signore distinto che va raccontando che è proprio per uno come lui che il Maestro ha realizzato mirabili storie sulla confusione e sul disordine della vita!
Altri si sono già truccati da clown, mentre delle signore, procaci ed opulente, sono sicure che otterranno una parte.
Poco lontano, una coppia di anziani in abito da sera, prova e riprova passi di danza …
Mi ricordo – dice un uomo – quella scena del passaggio del Transatlantico e del cieco che non può vederlo e chiede accorato: com’è! com’è! Ancora mi commuovo.
Io, invece – aggiunge un amico – ho trovato strepitoso lo spettacolo barocco e grottesco, del defilé della moda ecclesiastica!
Quello che lassù viene chiamato l’intellettuale cerca di mettere un po’ d’ordine nella frenesia di tutti dando il suo apporto culturale. Parla di sogno, psicologia del profondo, metafora. Disserta sull’originalissima parabola artistica del Maestro a cui riconosce una qualità rara: l’innocenza! E aggiunge con enfasi: senza modelli e senza eredi! Ma è chiaro che, come gli altri, aspira anche lui ad ottenere un ruolo.
Qualcuno, in disparte, vagabondo, folle, innamorato, chiede un po’ di silenzio, per riuscire a sentire la voce della Luna.

Improvvisamente il Maestro appare!

Proprio come se lo aspettavano: impermeabile, cappello a falde larghe e sciarpa rossa. Tutti si fermano, sospesi, deferenti, ma lui, genio del gioco e dell’immaginazione, con la sua vocina sottile ed il sorriso da mago gentile, affabile ed ineffabile, invita tutti a prendersi per mano ed una delle sequenze più ludiche ed evocative del suo universo, il Girotondo, inizia anche lassù …

Citazioni da:
I Vitelloni – 1953; La Strada – 1954; La dolce vita – 1960; 8 e mezzo – 1963; I clowns – 1970; Roma – 1972; Amarcord – 1973; La città delle donne – 1980; Ginger e Fred – 1986; La voce della Luna – 1990.

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