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Il maglione

Non ricordavo più di possederlo ancora. Tanti traslochi, innumerevoli scatoloni che avevano fatto la spola fra Nord e Sud, fra la casa con la veranda sul mare e quella ad ascoltare i bisbigli delle fronde di bergamotto.
Il mio maglione preferito, quello degli inverni di tantissimi anni fa indossato sui jeans da una ragazza che aveva rinnegato la sua femminilità tagliando i suoi bellissimi capelli mogano per protesta e libertà.
Il mio maglione marrone, di lana grossa, comparso stamattina inspiegabilmente appena ho aperto l’ anta dell’armadio.
L’oblio lo aveva avvolto assieme agli anni dell’adolescenza e mi aveva fatto dimenticare le avventure vissute insieme con quella lana a pungere la pelle ricordandomi ogni volta la sensazione urticante dei ” no” subiti.
Mi è parso strizzasse l’occhio con fare ammiccante e complice di un tempo, quando indossato insieme agli scarponi, mi diceva impavido:- scalala sta salita!-
L’ho stretto a me. Sul viso la sua rude consistenza e quel profumo mio, di gioventù spavalda che sapeva irridere ogni autorità.
L’ho salutato come un vecchio amico, rivisto dopo i tempi dell’addio, ci siamo raccontati del passato, del freddo sulle membra negli inverni delle età.
Il mio maglione un tempo aveva un nome. D’improvviso è risalito alle mie labbra. – Emilio- sussurrai e lui rispose, come quel Salgari che lessi per viaggiare.
Il mio maglione. Oggi l’ho indossato. Passando davanti allo specchio ho visto di riflesso un luccichio. Una ragazza indomita restituiva il mio sorriso. Con quel maglione avrei gridato ancora :-NO- in faccia al mondo.
Uscii, sulla pelle la sensazione urticante dei diritti negati e quel maglione pesante come la Costituzione da difendere.
Foto di Marina Neri

Pubblicato inAmore

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