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Il mio canto libero

 

Si, a me piace cantare.

Cantavo per strada, mentre andavo a scuola, cantavo a casa mentre aiutavo mia madre, cantavo in autobus col pensiero e con i piedi, battendo il ritmo.

Cantavo in spiaggia con gli amici davanti al fuoco notturno che allungava le nostre facce e illuminava le chitarre, cantavo alle manifestazioni e nelle piazze, cantavo canzoni di protesta e canzoni di Mina.

Cantavo sempre. Quando ero felice e quando ero triste.

Una volta dalla Sardegna partimmo in gruppo verso Firenze per partecipare ad un festival di canti, balli e teatro con la compagnia di Dario Fo.

Ci sentivamo forti, belli e felici e convinti che saremmo riusciti a fare il mondo più bello e più giusto di come era.

Nell’attesa ci “beccammo” tutti una bella congiuntivite che ci obbligò a girare con una boccetta di collirio sempre in tasca e gli occhiali da sole perennemente sul naso, anche di notte, sembravamo le brutte copie dei Blues Brothers in vacanza.

Faceva parte dell’allegra compagnia anche Pierangelo Bertoli che aveva voluto imparare a memoria e cantare con noi sardi “No potho reposare”; Pierangelo ci caricava a turno sul bracciolo della sua carrozzina per portarci in giro alla scoperta della città e cantare a squarcia gola “Bella Ciao”.

Quella settimana finì troppo presto, ci salutammo con tanti abbracci e noi isolani sulla nave col cuore gonfio di tristezza e gli occhi pieni di belle immagini e di bei ricordi. E di lacrime.

Una volta a Cagliari, via via che Firenze si allontanava e io interrogavo il mio futuro, arrivò come un fulmine l’assunzione a tempo indeterminato in una grande azienda; avevo vinto un concorso che ormai pensavo disperso nel buco nero delle occasioni mai nate.

Finalmente potevo uscire dal tunnel della precarietà e dell’incertezza. Quasi non potevo crederci, avevo davvero a portata di mano quella stabilità e indipendenza economica che da tempo cercavo con tutte le mie forze. Iniziò così quella strana avventura, era il 16 dicembre del 1973.

Qualche mese dopo una telefonata mi lasciò di stucco: Dario Fo attraverso un suo amico mi proponeva di far parte in maniera stabile del suo gruppo di cantanti.

Io emozionatissima, quasi non ci credevo. Camminavo ma non sentivo la terra sotto i piedi; Dario Fo non era solo famoso, era un artista a tutto tondo, un uomo fantastico, un militante, un combattente, un mito per me. Ho pensato alla sua proposta giorno e notte e per giorni sono rimasta sospesa e divisa tra due opportunità, tutte e due per me bellissime e importanti ma ognuna con un peso specifico e affettivo molto diverso.

Alla fine con una gastrite che mi tormentava, rifiutai l’offerta di Dario Fo ben sapendo che mi sarebbe occorso molto tempo per elaborare e metabolizzare la perdita. Però la musica e il canto erano la mia passione, rappresentavano un modo di esprimermi, mi univa agli altri, mi dava una carica vitale fortissima ma non riuscivo ad immaginarlo come un lavoro, retribuito per giunta.

Non ho mai avuto rimpianti. Mi piace vivere guardando avanti e quando penso al passato è per capire, per non ripetere gli stessi errori e per accarezzare il ricordo di chi ha lasciato la sua impronta nella mia vita.

A  quel punto soffrendo come un cane e guardando l’orizzonte ho continuato a camminare.

Avevo un lavoro come tanti che ad uno sguardo corto poteva sembrare un ripiego, io invece intravedevo in quella scelta la possibilità che il destino con la mia immaginazione e determinazione, si sarebbero potuti mescolare per stringersi in un abbraccio rivoluzionario.

E così fu.

Io intanto continuo a cantare.

 

“Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.”

(Primo Levi – La Chiave a Stella)

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato inAmore

23 Commenti

  1. davide piseddu davide piseddu

    <3

  2. Antonello Antonello

    Una parte sconosciuta di un percorso comunque vissuto con grande determinazione e di passione…!!

  3. laura pillosu laura pillosu

    ❤️

  4. Maureddhu Maureddhu

    La storia, la nostra storia, la tua storia. Si hai ragione, eravamo belli, allegri e conviti che avremo cambiato il mondo e, in parte ci siamo riusciti❤️

  5. Sonia Sonia

    Che bel racconto! Soprattutto suggestivo: mentre leggevo mi sembrava di sentire un canto, una piacevole colonna sonora scandita dai ricordi ….
    Brava, Elvira!

  6. Francesco Francesco

    Elvira, te lo confesso, l’ho trovato bellissimo, vissuto e ben scritto, ma sulla frase di Levi ho pianto.
    Scrivere un libro, no?

  7. Anna Maria Masia Anna Maria Masia

    Il tuo racconto è bello e interessante , ma non riesco a immaginare il tuo canto. Invece mi è più facile pensarti attrice di teatro! Brava

  8. Pier Pier

    Ho scoperto cose bellissime di te, alcune delle quali sconosciute, la grande passione per il canto, gli incontri indimenticabili, le scelte difficili . Leggo con gioia i commenti che stai raccogliendo: a volte, non sempre, si donano immagini di noi e poi nel tempo ci accorgiamo che quelle immagini hanno lasciato un ricordo, un segno che non di cancella. Sei fortunata, una passione ti ha accompagnato nel corso di tutta la tua vita, ti ha fatto compagnia ed adesso hai potuto celebrarla come si conviene approfittando del blog. Come mi piacerebbe sperare di incontrare di nuovo la tua scrittura delicata ed intensa, i tuoi tratteggi che riescono a far sentire le cose che racconti come se si fossero svolte davanti ai nostri occhi. Sono felice ed orgoglioso di averti nel Blog come autrice. Grazie

  9. Le parole, le uniche che hanno un peso, un calore e un colore, sono quelle che scaturiscono dall’esperienza diretta di emozioni conosciute o appena intraviste, ma comunque fatte proprie da chi ha sani la curiosità e il desiderio di andare oltre.
    Tu l’hai fatto e continui a farlo e così rendi felice non solo te, ma anche noi che abbiamo la fortuna di seguirti.
    Grazie.

  10. Juanne Maria Santona Juanne Maria Santona

    “Cantavo per strada, mentre andavo a scuola, cantavo a casa mentre aiutavo mia madre, cantavo in autobus col pensiero e con i piedi, battendo il ritmo.”
    “Ci sentivamo forti, belli e felici e convinti che saremmo riusciti a fare il mondo più bello e più giusto di come era.”
    In queste due parti vi è tutto lo spirito positivo, altruista e generoso della nostra generazione. Quanta bellezza nel tuo raccontare! Mi hai anche ricordato il viaggio e il soggiorno al festival nazionale de L’Unità di Firenze insieme a tanti compagni di Cagliari. Quanto entusiamo e quanta Umanità. 😀

  11. Domi Domi

    Non conoscevo questo pezzo della tua vita.
    Magnifico.
    Io avrei scelto, mille volte Fo,
    Sbagliando.

  12. Sam Sam

    Uh… che Bellezza!!! Elvi grazie infinite per aver condiviso questo meraviglioso racconto! ❣️❣️

  13. Bruno Malune Bruno Malune

    Bellissimo, non sospettavo minimamente la tua passione artistica, penso che quel no a Dario Fo ti sia costato molto, sicuramente avresti raggiunto ottimi risultati, perché in tutto ciò che fai ci metti cuore e anima, ancora tantissimi complimenti..

  14. Cinzia Cinzia

    Amica mia , mi hai catturata come già successe sul nostro bus, il 29 , quella mattina di qualche anno fa’ … complimenti ,egoisticamente dico :” perfortuna non hai scelto il Grande Dario , non ti avrei potuta conoscere, o forse ti avrei conosciuta comunque … chi lo sa …”
    Ti chiedo solo una cortesia oltre a cantare continua a scrivere.
    Grazie .

  15. Davide Davide

    Un bellissimo racconto ,nostalgico che trasmette felicità’.
    Bravissima Elvira

  16. Costante Mantovani Costante Mantovani

    Complimenti vivissimi e sinceri. Veramente brava nel descrivere emozioni e sentimenti di un breve squarcio di vita. Lasciami anche dire che non mi sono affatto stupito dell’elengante tuo stile di scrittura perché le tue qualità intellettuali apparivano chiare anche nei formali e brevi rapporti di lavoro.
    In attesa di qualunque altra cosa ti saluto.
    Ciao Elvira . Costante

  17. Marcella Ulargiu Marcella Ulargiu

    Questa è Elvira! Ti ricordo così sempre combattiva e con lo sguardo rivolto in avanti ……. e con la chitarra in mano. Quante giornate passate in via Eleonora d’Arborea tu a suonare e cantare e io stonata come una campana … ma cantare mi piaceva lo stesso e quindi cantavo e ero felice! Grazie per allora e per il dono che mi hai fatto oggi.
    Ti abbraccio forte

  18. Tonino Tonino

    Elvira carissima, ho letto con grande piacere il tuo meraviglioso racconto autobiografico e ti ringrazio per avermelo consentito.
    Complimenti sinceri per la tua esposizione!
    Non ero a conoscenza della tua passione per il canto; pur avendo trascorso gran parte della vita lavorativa nella stessa azienda non è mai capitato di…. sentirti cantare😅
    Condivido la tua ammirazione per il grande Dario Fo: ricordo ancora quella prima volta che scoprii Fo ed il suo Mistero Buffo reppresentatato con Franca Rame a Cagliari mi pare nel ’74.
    Immagino la tua emozione nel sentirti chiamata a far parte del suo gruppo teatrale e la tentazione di mollare tutto per seguire la sua Compagnia.
    Poi per la scelta, non si può mai dire giusta o sbagliata; l’importante è, come tu stesso dici, non vivere di rimpianti!
    Bravissima Elvira e se posso un consiglio:
    Continua a scrivere!
    Ciao, un abbraccio!

  19. Pietro Dettori Pietro Dettori

    Prima di tutto devo scusarmi per non aver risposto a giugno al tuo saluto ma non sempre mi collego a Facebook. Ora ti ho ritrovata e spero di continuare la nostra corrispondenza. Mi ricordo bene di te, della nostra comune militanza e dei nostri comuni compagni. Il tuo racconto è molto bello e piacevole ed è scritto benissimo, mi ha rievocato ricordi ed emozioni. Solamente ti devo dire che l’ho trovato troppo breve. Però è anche vero che il racconto è quello. Ti consiglio di continuare a scrivere altri racconti oppure anche di pensare a un romanzo. Ti abbraccio forte, Pietro.

  20. riccarda orani riccarda orani

    Ho avuto il piacere di leggerti prima della pubblicazione su questo blog, ti rileggo ora con lo stesso piacere e commozione.
    La tua penna scrive con leggerezza una storia bella e complessa , quella di una donna bella e complessa : Elvira.
    Aspetto di leggerti ancora amica mia.

  21. Anna Anna

    E si, il percorso vita non è un rettilineo. Ogni giorno e una scelta tra strade diverse, ne seguiamo una ma non si sa dove sarebbero arrivate le altre. Una cosa è certa: ogni singolo incontro, ogni singolo evento non e’ per caso. E fanno di noi quello che siamo oggi. Forse l’unico “noi” possibile!

  22. gabriele gabriele

    Gabriele E brava Elvira! Con il tuo racconto hai saputo suscitare nostalgiche emozioni in chi-come te- ha vissuto quel periodo in piena giovinezza. Sono scontati i complimenti per lo stile e l’eleganza (che già conoscevo) della scrittura ma mi hanno sorpreso le tue qualità canore e musicali. E adesso capisco anche la tua passione per il teatro, visto che consideri ancora, con un certo rimpianto, la mancata occasione di carriera artistica barattata per una vita lavorativa comunque “elettrizzata”. Ancora complimenti. Ciao. Un abbraccio

  23. Ale Ale

    Le tue parole, la tua esperienza, la tua storia suscitano in me emozioni diverse, sicuramente grande stima.
    Penso a quanto intensi potessero essere quei momenti vissuti in un periodo che sembra avere pochissime analogie con il presente.

    Vivere la vita è importante e farlo senza rimpianti ha tutto un altro sapore. Non ho dubbi che il gusto che hai sentito e senti tuttora è dolcissimo 🙂

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