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Il Mito di Er, Platone

Iuvenis discipulus
Il Mito di Er
Alla fine della Repubblica di Platone si trova uno dei miti più importanti del filosofo: quello di Er.

Questo mito ha ispirato e costituito la Metafisica occidentale per moltissimi dei secoli seguenti.
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Platone racconta che un soldato, di nome Er, era morto in battaglia. Mentre i suoi compagni stavano per bruciare il suo corpo, Er si risvegliò all’improvviso: gli dei gli avevano infatti concesso di tornare in vita per raccontare dell’aldilà. Er cominciò così il suo racconto sul destino delle anime.

Raccontò che le anime di coloro che erano stati buoni in vita erano premiate nell’aldilà, mentre le anime di coloro che erano stati malvagi punite con punizioni 10 volte maggiori delle colpe che avevano commesso. A giudicare erano dei giudici appositi.

Sia i premi sia le punizioni erano temporanee: duravano infatti 1000 anni. Solo i tiranni e gli uomini più malvagi erano condannati per l’eternità.

Dopo questi 1000 anni le anime dovevano reincarnarsi in un nuovo corpo.

Attraverso un’estrazione casuale, ciascuna anima riceveva un numero, che stabiliva il proprio turno. Una alla volta le anime si incarnavano in un corpo e in una vita a loro scelta: ciascuna anima, quindi, sceglieva in anticipo la vita che avrebbe vissuto.

Molte anime, però, sceglievano male, perché attirate dagli agi e dalle ricchezze. Inoltre, paradossalmente, le anime che erano state premiate sbagliavano più spesso a scegliere rispetto a quelle che erano state punite, perché avevano dimenticato cosa fosse la sofferenza.

Dopo aver scelto ciascuna anima riceveva un daímon – un genio/spirito custode.

A questo punto le anime bevevano l’acqua del fiume Lete (o Amelete come lo chiamava Platone), il fiume dell’oblio. Con quest’acqua ogni anima dimenticava tutto quello che aveva visto e vissuto, pronta a vivere la nuova vita che aveva scelto.

Le anime sagge bevevano poca acqua dal fiume: in questo modo avevano delle reminiscenze di quanto avevano vissuto. A Er, che era morto, era stato permesso di non bere per poter raccontare la propria esperienza ai mortali.

Alla fine, dunque, ogni anima precipitava sulla Terra per incarnarsi – o, per meglio dire, reincarnarsi.

Il mito per Platone, nelle parole di Socrate, serviva a dare una visione letteraria del mondo delle idee e dell’immortalità dell’anima.

Attraverso i secoli, il mito di Er rappresentò – e continuò a rappresentare – un punto di riferimento fondamentale per diverse branche della filosofia. Per questo ci tenevo a raccontarlo 🙂

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Published inSogni

Un commento

  1. Daniela Tonelli Daniela Tonelli

    È spiegato molto bene quello in cui io credo 🌈🦋

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