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Il “non” ritorno

Quando si lascia un luogo che ci ha visti nascere e diventare adulti si provano sentimenti contrastanti, spesso dolorosi. Sono luoghi del cuore, dell’infanzia, delle amicizie consolidate, sono, innanzi tutto, la sicurezza degli affetti familiari.
Nei ritorni annuali delle mie ferie estive, ,la mia città era la meta fissa, il suo mare, un desiderio trattenuto ma erano le persone che mi aspettavano a farmi tornare sempre in quel luogo. Il legame affettivo è come una catena invisibile che ci trattiene senza farci male, la colla di ogni amore sono i sentimenti, mai gli obblighi ne’ la riconoscenza. Tornavo perché ne sentivo il bisogno.
Ora è diverso, Quel legame si è spezzato, quelle persone che amavo sono andate via e tornare mi causa una pena pesante, mi costringe al rimpianto e alla nostalgia dolorosa.
Il presente si contrappone al passato e lo dobbiamo vivere così come viene, dando energie e presenze necessarie.
Quando la vita ci incalza dobbiamo rispondere preparati, pronte al bisogno, Quei luoghi, quegli affetti li usiamo come carburante per far funzionare la macchina perfetta che siamo. Diventiamo efficienti, troviamo soluzioni, cerchiamo di essere supporto e aiuto per chi ha bisogno di noi.
Certi ritorni non si ripeteranno più ma ricordarli è balsamo per l’anima.
In fondo è lo stesso cielo che posso guardare quando la nostalgia diventa forte e a me basta e avanza.

 

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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