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Il più piccolo dei7

Si chiamava Davide e puzzava come una latrina.

Lo conobbi d’ Inverno in una giornata di pioggia intensa. Era arrivato in Lombardia, assieme ai suoi sei fratelli, nel cassone di un camion e per la fame si erano azzannati uno con l’ altro. Quando i carabinieri ce ne portarono quattro, nella sala dei servizi sociali, l’ aria divenne irrespirabile per la puzza.

Mi furono affidati con sorrisi di compiacimento, quasi a volermi sfidare a compiere “l’ impresa di ripulitura”

E lo fu d’ avvero!

Al primo bagno che gli facemmo lui si difese come un leoncino e noi – io e la mia collega Pia – ci ritrovammo bagnate dalla testa ai piedi mentre lui aveva perso, solo parte dello sporco.

Quel giorno resta indimenticabile nella mia memoria; lo tenemmo a bagno, come si faceva una volta col bucato per farlo ammorbidire, e dopo tre vasche d’ acqua pulita lo tirammo a lucido. Che bel bambino venne fuori!

Davide ci guardava spaventato, pronto a scappare appena ci avvicinavamo ma, quando vide il piatto con la pasta e i piselli si lanciò all’ assalto e mangiò come mai avevo visto fare.

Divorò tutto con le mani e noi lo lasciammo fare, troppo stanche e allibite dal suo appetito arretrato. Seguirono giorni di “mangiate” incredibili; sembrava fosse vuoto e sempre affamato; il pediatra che consultai mi disse di lasciarlo saziare, aveva troppi “vuoti da riempire” soprattutto affettivi.

Davide cambiò costantemente, si adeguò ai ritmi dell’ asilo e cominciò a manifestare attaccamento verso le persone che lo accudivano. Alla sera me lo portavo a casa e si affezionò tanto ai miei figli che la mattina per caricarlo in macchina mi faceva sudare.

I suoi genitori furono affidati a una casa famiglia assieme ai figli più grandi e nel tempo si dimostrarono incapaci di reinserimento, per questo Davide e i suoi tre fratellini piccoli furono dichiarati adottabili.

Lo accompagnai in istituto con la certezza che sarebbe stato fortunato perchè, durante la sua permanenza con noi, aveva dimostrato un bel carattere e una grande gioia di vivere.

Davide il mese scorso ha festeggiato il suo 20esimo compleanno, frequenta l’ università Bocconi con profitto e ha sempre un buon appetito.

Published inBambini
  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Mi è piaciuta questa storia perché dimostra che una storia scritta bene contiene in se stessa “la morale” ovvero il suo significato universale. Insegna perché esiste, perché è autentica, è scritta bene senza che la forma prevalga sul contenuto: che la tecnica prevalga sull’emozione.
    L’amore cambia il destino delle persone.

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