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Il primo figlio

 

Santi era nato nel lontano 1936.

I suoi genitori erano giovanissimi e tanto innamorati, vivevano uno per l’altra e quel figlio aveva completato il loro desiderio di un futuro sereno e ricco di possibilità. Erano giovani e poveri ma avevano la forza di chi sa affrontare la vita. Pina era un vulcano di idee e capacità, sapeva cucire, ricamare, ma, più di tutto sapeva quello che voleva e s’impegnava, giorno dopo giorno per realizzarlo. Quando Santi arrivò nella loro vita, lei aveva preparato tutto quel che serviva, con le proprie mani, aveva siglato ogni cosa e si compiaceva della sua opera. Pina aveva solo 21 anni, Nino, suo marito ne aveva 28. La loro vita era un susseguirsi di piccole gioie, Santi cresceva bene e il lavoro di Nino rendeva abbastanza per loro tre.

Nella loro piccola casa, Pina si sentiva soddisfatta e si godeva il suo bel bambino. 20 mesi durò questa felicità.

Intanto il Paese subiva un governo che non rispettava la libertà di chi la pensava diversamenta dal primo ministro, si avvertivano i primi venti di guerra e Nino fu richiamato nei riservisti per fare esercitazioni.Fu così che Pina si ritrovò sola quando, una violenta febbre colpì il suo bimbo. Il medico che lo visitò le disse che era solo raffreddato e che aveva la gola arrossata e consigliò di tenerlo al caldo e ben coperto.

Anche la nonna cercava di rendersi utile, aiutava Pina e rimaneva sempre accanto al nipote malato. La febbre non diminuiva e le due donne richiamarono ancora il medico. Quando arrivò capì subito che non era un senplice raffreddamento ma la situazione era ben più grave. Ordinò una medicina che poi risultò introvabile infine decise che serviva una puntura lombare.

Nino, avvertito con un telegramma, arrivò a casa troppo tardi. Il suo amato figlio era già morto da un paio d’ore.

Il tempo si fermò su quella casa, la felicità era fuggita via portandosi dietro la gioia di aver avuto e perso, il bene che per loro era Santi.

Pina aspettava un altro figlio e la paura di tutti era per lei.

Come avrebbe affrontato quella maternità nuova dopo aver perso il suo primo figlio? Lei pianse tutte le sue lacrime ma si fece forza e andò avanti con quel dolore tenuto a bada, chiuso in un posto sicuro e mai scordato.

Nella sua vita, Santi diventò l’angelo della casa, il protettore dei suoi fratelli e sorelle, per lei fu sempre il suo piccolo figlio, il primo e mai dimenticato.

Solo da mia nonna seppi che Pina, mia Madre, spesso spariva, si allontanava verso la campagna vicina e li, da sola, piangeva e urlava tutto il suo dolore.

Nel racconto ” Mano nella mano” di qualche tempo fa ho raccontato le visite che facevamo assieme a Lei ogni anno presso il cimitero di Messina ma, Santi non ha una tomba.

Durante i bombardamenti, mia madre ha perso anche quella.

Quel primo figlio lo onorò, a suo modo per tutta la vita, fino al 2000, anno della sua morte.

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