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Il profumo delle viole

Suonavano le campane quel dì di marzo.
Rintocchi usuali, per un evento speciale.

Uno, due, tre… era mezzogiorno, e si preparava il pranzo succulento, per festeggiarti.
Avevo raccolto dei fiori, in giardino, per adornare la tavola a primavera.
Le viole profumate, le margherite bianche e gialle, finalmente.
Provenivi dalla campagna e amavi i suoi frutti, quelli semplici della terra, quelli spontanei.
Mi dicevi sempre che assomigliavo ad una gitana, dunque avevo indossato quel vestito lungo e un po’ bizzarro che ti piaceva tanto. I capelli lunghi raccolti e una linea nera sopra le ciglia.
Felice, ci guardavi, dalla tua poltrona, mentre per te, proprio per te, ci avvicendavamo.
Non era frequente vederti sorridere, ma quel giorno splendevano i tuoi occhi verdi, mentre dalla finestra aperta una brezza filtrava.
Amavi il vino, ma dolce, e me ne chiedesti un goccio, prima del pasto.
Salutammo insieme quel giorno, brindando alla tua felicità.
Che tu potessi essere a lungo tra noi…
Mi ricordo la tua espressione fiera.
Ti bastava poco, un po’ di attenzione e di affetto, ché forse non ne avevi ricevuti abbastanza.

Resta il profumo delle viole a mezzogiorno.

Foto di Lulamae

Pubblicato inAmore

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