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Il rumore del mare

Non chiudere fuori il rumore del mare
Non sentì che ti viene a chiamare
Anche se adesso sei lontano
Mentre il tuo treno si allontana
Lui da laggiù ruggisce baldanzoso
Aldilà degli scogli, eterni testimoni
Del suo burrascoso carattere,delle sue intemperanze. Nella notte ubriaco fradicio
Da’ sfogo ai suoi tormenti, prende a calci quel suo malumore e più nera non la riesce a vedere quella sua esistenza.
Lo vedi? Lo vedi
Quel continuo dibattersi e scontrarsi con le asperità della terra?
Non può far altro che rifugiarsi nella mollezza delle sabbie, che accoglienti si allargano a fargli spazio, accondiscendenti si raccolgono attorno ad esse come braccia e gambe .
Ma lui ritorna sempre la’ dove regna da sovrano, con lo scettro di un Nettuno vincente , anima libera e corpo riluttante ad ogni umana catena, scevro da ogni viltà. Lui elemento vitale si riflette nello sguardo terso di un bambino, sgambetta tra i suoi piedi ancora incerti, scivola fra le sue mani paffute e si ritira dopo aver giocato tra le sue risa gioiose. Il mare ama i cani e loro lo amano, gli vanno incontro baldanzosi sventolando la coda e infine si lasciano inondare, scrollando il pelo e sorridendo con il muso aperto, come solo i cani sanno fare. Il mare ama tutti, accoglie e respinge, ti trattiene finché può e fino a dove vuoi. Il mare grande anima libera ti lascia andare da solo, leggero e libero, sempre.

Pubblicato inAmore

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