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Il sepolcro

Soffocavo dentro quel buio. Nessuno spiraglio mi faceva intravvedere l ‘ uscita. Claustrofobia!
Annientava ogni mia percezione, logorava ogni tentata emozione.

Oscurita’ era la mia tomba viva.
Brancolavo tastando muri di pietra, volti impassibili, corpi fermi.

Nessun abbraccio per me, che avevo freddo e il corpo nudo nessuno rivestiva.

Vivere dentro un sepolcro, un ossimoro a ledere la speranza, l’ottimismo, l’esuberanza, la tenace volonta’ di restare in piedi anche quando l’aria manca e annaspi per sottrarre il vento a Moira che viene a sua volta per rubarlo.

Dentro un Sepolcro il buio della tristezza, il freddo della solitudine, il requiem dei pensieri che in coro cantano la tua disfatta.

Poi, improvviso, rotola vicino alla grossa pietra sepolcrale un granellino di sabbia.
Ci credi. Credi!
Credi nella Luce. E quel granello dice: FIAT! Risorgi!

Cade la grossa pietra del Sepolcro.
E dal grembo della terra rinasce una creatura in piedi che orgoglio, onore e fede hanno sottratto al buio, all’oblio e alle adunche dita di ogni male umano: invidia, maldicenza, intolleranza.

Buona Pasqua di Resurrezione, che lenisca ogni ferita e ogni dolore.

in copertina. il Santo Sepolcro

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Published inPoesia

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