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Il sogno in treno

[…] al termine d’un viaggio per raggiungere l’amante, un uomo capisce che la vera notte d’amore è quella che ha passato in uno scomodo scompartimento di seconda classe correndo verso di lei.
Italo Calvino[….]

Seduto da un’ora sul sedile di pelle color cammello, lo scotto da pagare insieme al biglietto alle Ferrovie dello Stato, mi sistemo come posso e intanto penso.
Penso a lei e nel dormiveglia di questo lungo pomeriggio, la sogno. Mi appare immensa, vestita di bianco con i lunghi capelli sciolti e gli occhi sorridenti, languida e innamorata. Mi consolo dormendo e la sensazione di profondo benessere mi riappacifica. Lo scomodo sedile diventa un’amaca dondolata da un vento tiepido che mi porta il suo profumo .Sono in perfetta estasi quando mi sento strattonare da un bigliettaio con la faccia arrossata e la voce rude che mi sveglia : Biglietto, signore? Lo cerco in tasca e glielo porgo, quasi senza aprire gli occhi. Ma il sogno è svanito ed io non sono ancora arrivato. Mi rimetto lì tranquillo, forse scriverò un reclamo alle Ferrovie. Lor signori, le sembra giusto che un uomo innamorato debba patir tale scomodità per giungere alfine alla meta tanto desiata? Questo pensiero e il caldo del vagone mi rimandano nel sonno, e lei riprende forma e mi svolazza nella mente come una falena sulla lampada. La afferro per le ali e la convinco a modo mio a non andar via. Quella notte dormirà tranquilla sul mio petto.

Pubblicato inAmore

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