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Il sogno più grande

Pagine del diario

Non so se ricordi o se quel giorno di ottobre di 27 anni fa il professore di religione commentò l’elezione del nuovo Papa,il nuovo Papa venuto dalla Polonia. Allora eravate appena diciottenni e quindi ci fu uno sconforto più “leggero” per la triste e breve parentesi rappresentata da Papa Giovanni Paolo I.

Dopo 27 anni non potete più dire di essere ancora dei ragazzi, ma uomini e donne adulti che un Papa morto costringe a ripercorrere a ritroso la strada che lo ha condotto sin qui, alla ricerca,  forse, di nuove domande, di nuove risposte, alla ricerca di nuovi significati.

Prima o poi, nella vita di ognuno di noi, arriva sempre il momento nel quale nasce forte l’esigenza di nuovi punti di riferimento, di nuovi ideali, di un sistema di orientamento valido…che non deluda; ed è proprio quest’ultimo aspetto quello più difficile:trovare cioè quella strada che sia solo nostra, quella strada da seguire senza mai voltarsi indietro e sulla quale costruire –giorno dopo giorno- la nostra vita.

Ma anche così –una volta trovata la propria via- troppo spesso capita di scoraggiarci e di provare quella sensazione di non farcela; perché non sempre è facile e agevole percorrere quella via quando ai momenti di euforia, di “estasi” e di forza interiore subentrano la delusione, la solitudine, lo smarrimento; ed è proprio in questi frangenti che sperimentiamo la nostra fragilità di persone, la nostra debolezza. A questi momenti di “oscuramento” interiore alcuni di noi reagiscono con rabbia e orgoglio, altri con rassegnazione…talora perdendo la speranza. E questo succede sempre anche –e, oserei dire- soprattutto- quando siamo consapevoli della “bontà” delle nostre scelte.

Ma allora –viene da chiederci- perché insistere in una strada che,per quanto buona possa essere, ci chiede tanti sacrifici, così tante umiliazioni?

Quello che conta in realtà, quello che ci dà forza per andare avanti –anche attraverso le tempeste della vita- crediamo sia soprattutto la testimonianza, l’esempio; la testimonianza e l’esempio di persone come noi –ma forse più forti noi- che non vengono scoraggiate così facilmente dalle difficili prove incontrate lungo il faticoso cammino che porta alla realizzazione dei loro sogni. Se è vero, però, che ci sono sogni e sogni, Papa Wojtyla –ne siamo certi- ha coronato il sogno più grande, quello dell’amore che si fa carne, facendocelo così amare sopra ogni cosa.

Per questo –e per molto altro ancora- noi tutti ti ringraziamo santo Padre.

Published inAmore

Un commento

  1. Anastasia Anastasia

    Nonostante il mio assoluto scetticismo verso il clero,Carol Wojtyla è stato il primo Papa che ho ammirato davvero per il suo modo,da grande guerriero,di condurre il suo papato fino alla fine,con dignità e forza interiore.
    Grazie di avercelo ricordato con la sua storia:)

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