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IL topo e il vento

Quando il topo avrà rosicato abbastanza le cose intorno a lui, ci saranno solo buchi, buchi da riempire di suoni e colori, buchi evocativi, ri-evocativi, buchi alla memoria.

Quando il topo arriva noi dormiamo solitamente o facciamo altro, è un personaggio discreto in fin dei conti, non gli interessa il lavoro pagato a cottimo alla luce del sole.

Fa sparire ogni sporgenza, dietro la quale nascondavamo la nostra curiosità, fa sparire ogni argine, dietro il quale ci sentivamo protetti dal vento, quel vento che torna.

Quel vento che torna ogni giorno, da un’infinità di giorni, l’amico più fidato del topo, dissolutori entrambi di immagini, iconoclasti della volontà, il topo e il vento, per sempre assieme.

Che sia il vento che porta i topi o che siano i topi a portare il vento è indifferente, entrambi vegono dall’assurdo per combattere l’idiozia che si veste di stagioni.

Il topo lascerà solo dei buchi, da riempire con musica, colori, facce evanescenti, quadri mai esistiti eppure rimpianti, parole, fiumi di parole vuote come il buco che si riempirà di queste fino ad esploderne. Ecco, vedere un buco esplodere di parole sarebbe già vincere la lotta impari contro il topo, ma ci resterebbe ancora il vento.

Al vento conviene arrendersi, farsi suoi prigionieri, sperando di trovare nelle sue celle immense i giocattoli che l’infanzia ci ha fatto perdere nella fretta di diventare vento, conviene arrendersi di fronte alle foglie che cadono in faccia, di fronte agli alberi che si inclinano verso la direzione in cui tira il vento. Eppoi prendere il buco, riempito con tutte quelle cose di cui l’avevamo riempito e lanciarlo controvento, perché tutto ci ritorni addosso come uno sputo controvento, una pisciata controvento, un bacio controvento.

E ritornare per un po’ possessori di tutte quelle cose che il topo ci aveva rosicato, senza possederle più, ma lasciandoci toccare da queste, come fosse la prima volta che si tocca qualcosa. E di nuovo, riempire altri buchi e lanciarli controvento, una sassaiola di buchi controvento, qualcosa ritornerà, qualcosa andrà da un’altra parte a toccare qualcun altro, niente si ferma mai per sempre.

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