Salta al contenuto

Il vestito della discordia

 

Non sono stata una bambina docile né femminile, né elegante.

Tendevo più a essere “maschiaccio” spicciativa e un po vagabonda. Amavo gironzolare, curiosare e spesso, per queste mie caratteristiche un pò strambe, causavo l’ira di mia madre.

Mi precedevano tre sorelle fantastiche, loro si che erano belle garbate e femminili.

Insomma, avevano viziato mamma e in confronto a loro io sembravo il brutto anatroccolo. Volevo abiti comodi, adatti ai miei giochi all’aria aperta, detestavo le bambole e preferivo le corse con i miei fratelli, mi liberavo delle scarpe ogni volta che potevo.

Ero la sorellina strana.

Dopo un consulto familiare, di cui venni a conoscenza tempo dopo, la parte femminile della mia famiglia, decise d’intervenire sui miei comportamenti e su come io dovessi cambiare. Una parente sarta fu coinvolta nell’impresa e, detto fatto, sfornò, rapidamente alcuni abiti che ancora ricordo con…orrore. Uno era rosso con il corpetto lavorato a punto Smok, un altro azzurro chiaro ( piaceva tanto a mia zia ) infine quello che più di tutti odiavo…il vestito con la vita alta, così lo definiva colei che l’aveva confezionato. Di un verdino indefinibile, tagliato all’altezza del seno ( che non avevo ) con la parte della gonna arricciata. Una cosa oscena. Quel verde l’ho odiato così tanto che non ho mai più posseduto un capo d’abbigliamento verde.

Quando mi toccava indossarlo non uscivo neanche a giocare, tanto mi metteva disagio, fin quando non decisi d’intervenire.

Le forbici a casa mia erano sempre a portata di mano, mia madre cuciva di tutto e le usava sempre. Mi fu facile prenderle e nascondermi in bagno per realizzare la mia versione di modello personalizzata. Cominciai dal colletto che mi pizzicava il collo, lo staccai e lo allargai, poi fu la volta di quell’arricciatura che mi faceva apparire “tutta gambe”. Tagliai il sopra dal sotto ma mi resi conto che ne avevo fatto due pezzi e che non potevo più metterlo assieme.

Quando mia madre lo raccontava ai miei figli le risate erano assicurate.

La punizione che presi fu memorabile; mi toccò portarlo risistemato con del pizzo attaccato per unire i due pezzi. Un onta senza fine, io vestita di verde e per di più con del pizzo ecrù. Cose da bambine-bambole. Il risultato è che io non ho mai imposto ai miei figli come vestirsi e li portavo sempre con me quando dovevo rinnovare il loro guardaroba lasciando che scegliessero le cose che preferivano.

Il verde, come colore d’abbigliamento lo detesto ancora oggi.

 

286
Published inBambini