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Incantesimo

I passanti volgevano lo sguardo su quelle grigie persiane sempre chiuse, invano ne scorgevano qualche cambiamento, le mute domande non avevano risposte. Nulla faceva presagire che destino aveva avuto la bianca casa e l’incantesimo che l’avvolgeva. Immobile il tempo fermo sulle lancette dell’orologio appeso in cucina. Racchiudeva quella stanza gli odori del caffè della mattina, del sugo rosso che sobbolliva sul fornello, la voce gracchiante della radio sulla mensola. La vestaglia indossata dalla mamma, i gomiti appoggiati e la tazza col latte. Il bacio sulla guancia, il calore del camino e le mille fiammelle scoppiettanti. Dalle finestre aperte venivano le voci, le luci accese, le tende fluttuanti . Fiori rampicanti sulle ringhiere e siepi di rose e gelsomini. Profumo di vita, aria di giovinezza e vestiti colorati, canzoni d’amore nelle auto.Un gatto rosso da lontano adesso passeggia sulla ringhiera, lui solo forse custode di tutti quei segreti, sornione socchiude gli occhi al sole di primavera e se ne va.

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