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Insonnia

CONCORSO LETTERARIO QUESTO NATALE 2020

Regolamento. Al termine della lettura della storia, puoi lasciare il tuo giudizio. Vince la storia che riceve più Like. Il concorso termina il giorno di Natale. Il vincitore sarà proclamato il 26 e riceverà in dono tre libri degli autori del Blog

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Come sempre, è l’insonnia che si manifesta quando i pensieri mi si affollano in testa.

Ore 02.14, notte tra 8/9 Dicembre 2020

Spalanco gli occhi convinta sia mattino, nella realtà sono-siamo in piena notte.

So che mi stai chiamando, l’ho sempre sentito il tuo richiamo, anche adesso che sei nel silenzio assoluto,

Collegata a macchine che ti aiutano a respirare.

Mi alzo, cerco la solitudine per dialogare con te, cerco il silenzio di una dimensione solo nostra dove tu e io superiamo spazio e tempo e diventiamo una cosa sola.

Da sempre, e più che mai adesso, ti sento vicina, chiudo gli occhi e ti vedo, ti materializzo seduta accanto, sul divano, con l’immancabile sigaretta accesa e quel fumo che impregna l’aria.

So che vorresti un caffè, mi hai sempre riconosciuto più brava di te a farlo. Volentieri te lo farei quel caffè ma prima ti abbraccerei così forte da farti male. Ti prometterei tutte le cose che mi sono impegnata a fare. So che stai lottando per la tua vita e per quella dei tuoi cari. Sei così piccola in quel letto enorme, circondata da macchine e persone che le fanno funzionare. Loro non sanno quanto tu sia grande e forte, non possono immaginare che in quello scricciolo di donna c’è un cervello da lottatrice, un cuore pieno d’amore, una sensibilità unica.

Stai lottando con tutta la tua forza e io sono impotente, non posso raggiungerti, stringerti le mani e dirti quello che mi brucia in gola. Resta qui, non andare via, dammi il tempo di ritrovarti, di dirti, ancora una volta, il bene che ti voglio.

La cosa peggiore di questa pandemia è la solitudine di chi sta male, l’impossibilità di un contatto, la pena di chi nulla può se non sperare, ossessivamente, in un miracolo. Siamo soli a combattere questa condanna estrema, questo virus infame che si è abbattuto sui più fragili. E tu sei fragile, provata da troppo tempo. Non posso fare nulla e questo mi distrugge.

Ricorderò anche questo Natale 2020, come ricordo quello del 1990, allora fu papà ad andarsene mentre io correvo in una notte gelata verso la stazione di Milano. Ricordo quei luoghi, solitamente affollati, vuoti e desolanti. Nella magia della nascita di Gesù, papà ci lasciava e io non ero lì, accanto a te e a tutti voi. Arrivai tardi. Ora si ripete la stessa scena in un contesto diverso. Potrei esseri lì ma non mi è consentito. Tu ti abbandoni e io non sono con te. Il Natale non sarà più una festa, fingerò per i bambini, incarterò libri e regali vari ma, ancora una volta non avrò nulla da festeggiare.

nell’immagine di copertina: foto di Antonio Tafuro

 

Pubblicato inAmore

3 Commenti

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    E poi succedono queste cose qui. Che ti fanno deflagrare ogni costrutto razionale sulla capacità taumaturgica della scrittura. Che riducono a pezzetti gli schermi, le corazze, le prese di distanza. Che ti fanno sentire per un attimo, ma lunghissimo come l’infinito, di aver fatto la cosa giusta e senti il bisogno di confidarlo subito a quello che ha creato insieme questo luogo appartato dove raccogliere le parole del dolore e dell’angoscia, cosi come quelle che raccontano gli istanti della leggerezza e della felicità, questo Blog.
    Te l’ho scritto in privato nel momento in cui mi hai mandato la tua storia, lo voglio ripetere qui:
    “Ho ricevuto il tuo scritto, Angela. Proprio adesso l’ho trovato sul pc. E’ stata un’emozione fortissima. A me appare un regalo immeritato e ti ringrazio mille volte per avermi dato il senso di quello che abbiamo creato e poi costruito insieme: un luogo in cui le anime di tutti noi possono incontrarsi e abbracciarsi, rimanendo così per lunghi attimi in silenzio. Pubblicherò la tua storia come le altre in questa Maratona dei Sentimenti Veri che abiterà a lungo nei cuori e nella testa di tutti noi. Grazie Angela, grazie!!”

    E tu mi hai risposto.
    Inviato da Angela Oggi alle ore 15:55:
    Grazie a te Pier. In questo tema così importante, volevo esserci con il mio dolore e le mie emozioni.

  2. ernesto ernesto

    Sì, questo Natale è anche questo, quest’anno le parole del Natale sono anche queste parole. Ci vuole un gran coraggio a scriverle, a viverle. Sembrerebbe che nessuna consolazione possa salvarci. Invece sono certo che questa insonnia scritta sia meno sola, molti la leggono, molti ti pensano, molti ti sono vicini. io sono fra questi.

  3. aleranieri aleranieri

    Angela grazie. ci vuole coraggio, forza, ma soprattutto sincerità e solidità per affrontare questi giorni, le paure e un ‘nemico’ subdolo. Come sei capace di fare tu. Specie a Natale. Festa della natività che celebra la nascita di Gesù a Betlemme, che per la religione cristiana, vede Dio farsi uomo e scendere sulla terra per salvare l’umanità. Ci vorrebbe un altro miracolo. Anche San Gennaro è stanco. Non so dove riesci a trovare la lucidità – come dice Pier – e il dono per farci ‘virtualmente’ incontrare e abbracciare. E spero, come insegnava Seneca, che il ‘blog’ sarà uno dei luoghi che ci aiuterà: “… anche se il timore avrà sempre più argomenti, scegli la speranza”.

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