Salta al contenuto

Io e te

Noi due

Noi due, io e te, le due sorelle indivisibili.

Che coppia che eravamo! E quante ne abbiamo combinate, assieme.

I miei ricordi risalgono alla fanciullezza, a quel tempo spensierato e felice.

La nostra grande famiglia, quell’impreciso numero di parenti che, andava e veniva da casa nostra. Ci eravamo impegnate nelle parodie e studiavamo le voci e le movenze di ciascuno di loro. Ti ricordo col cuscino sotto il maglione a imitare la pancia della zia e a zoppicare come lei, ricordo anche la sgridata che prendesti, anche se la mamma faceva fatica a trattenere il sorriso. Io amavo imitare gli uomini, ero un po più alta e avevo la voce più adatta. Il cugino Peppe lo strapazzai per bene. Mi riusciva benissimo quel tic spassoso di grattarsi i gomiti ( solo più tardi appresi che soffriva di psoriasi) era una cosa che faceva ridere tutti e quando ridevamo in sette era come fare un concerto a tutto volume.

Era un alleanza totale, la nostra, incredibile e estremamente affettiva.

Siamo arrivate a prenderci anche le punizioni assieme e quasi sempre, ero io quella che avrebbe meritato di prenderla. Ma tu tacevi e, impavida, scontavi il castigo assiema a me, a questa tua sorella che non mollavi mai.

Quando mamma ci legò con un filo di lana ( pensa tu: un filo di lana!), noi eroicamente restammo li e mantenemmo la promessa di non piangere e di non slegarci, volevamo punire Lei con il nostro eroismo.

Che teppe! E che fantasia avevamo. I nostri viaggi immaginari, stimolati dalle letture di Salgari, si svolgevano scalando i maestosi alberi di fico che si stagliavano nel giardino. A ogni ramo avevamo dato un nome di paese lontano, a ogni biforcazione, una capitale, una città importante.

Il nostro era un sodalizio totale dove le parti si confondevano ma rimaneva sempre la nostra identità precisa.

Due bambine-sorelle speculari che si completavano mescolandosi e amandosi.

Anche adesso è così.

Ti capisco anche se non parli e lo stesso fai tu.

Tutto sommato siamo fortunate, a noi la tecnologia ci fa un baffo!

nell’immagine: due sorelle, Vita Mia e Nina

298
Published inBambini
  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Sono figlio unico. Mi sono abituato all’agiatezza di esserlo e solo con l’età adulta e diventando padre per la terza e quarta volta ho capito tutto quello che avevo perso. Le mie due figlie più grandi, infatti, sono entrambe “figlie uniche”, nate da madri diverse ed in contesti diversi. Non so se diventeranno Sorelle, posso solo sperarlo ardentemente. Le ultime lo sono profondamente e le tue storie mi convincono che hanno una straordinaria possibilità di crescita e di maturazione comune oltre quella di affrontare la vita confidando l’una nell’altra. Come è bello leggerti, Angela!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: