Salta al contenuto

La bellezza di essere fragili

Come il vetro, l’essere umano è fragile.
L’estrema nostra esposizione alla precarietà e contingenza dell’esistenza è evidente nell’evento stesso del nascere, ma è importante riconoscere e mostrare come nella fragilità stia la forza intrinseca della vita umana.
Simone Weil

Era bello quando tutto filava più o meno dritto, e la tranquillità in fondo all’anima occupava i nostri giorni. Ci si poteva permettere anche di litigare, di farsi qualche dispetto, di stare per un po’ di giorni senza vederci, quasi a vantaggio dell’amore, che diventava più forte. Perché sapevamo che l’altro comunque stava bene, non correva pericoli e che presto o tardi sarebbe tornato.
Era bello partire insieme, godere di nuovi orizzonti e dimenticare la fatica. Ritrovare la casa, gli amici, la famiglia, al ritorno, e poter raccontare un’avventura, ascoltando magari quella degli altri.

Ma poi sono arrivate le ombre, quelle che oscurano la serenità, chiudono il sipario della leggerezza e ti investono.
Qualcosa non funzionava più, e l’abbiamo avvertito piano piano, nella quotidianità.
Un vuoto nella memoria, un gradino faticoso da superare, una passeggiata che non si poteva concludere.
Un respiro affannoso e il pianto.
Il pianto di chi non può arrendersi, forte come la roccia prima e fragile come una piuma un attimo dopo.
Il pianto di chi si aggrappa a me, ormai unica risorsa.
A volte sei solo nella disperazione ed io nella mia.
Cerco di sorridere, non riesco a piangere per te, perché sono la tua difesa la tua trincea.
Non voglio nascondermi né voglio negare, so solo che la vita è più forte, e che si vince solo nella determinazione.
Tu non sei diverso, sei solo cresciuto, cambiato come la vita ha voluto cambiarti.
E poi, ti vedo resistere, come mai avrei creduto: mi aspetti, mentre io lavoro, mi curi mi nutri.
Sei più dolce nella tua fragilità. Nulla arriva per caso.

Nell’immagine: quadro di Tamara de Lempicka

Pubblicato inAmore

Commenta per primo