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La casa del noce

Il bambino ricordava poco di quella che era stata la casa della famiglia materna.

Tutto quello che sapeva veniva dai racconti che aveva sentito dai parenti. Lo affascinavano quei racconti, stimolavano la sua curiosità infantile e, inconsciamente, si sentiva legato a quel luogo che aveva visto sua madre bambina. Spesso la immaginava che si arrampicava su quei rami secolari, la vedeva sorridere, allegra e felice.

Maria era una ragazza fantasiosa, viveva in una dimensione privilegiata per il suo tempo.

Si era ai primi anni del ‘900 e le ragazze conoscevano i ragazzi solo se un genitore o un parente erano presenti. Così Maria conobbe Salvo e lo trovò interessante. Salvo s’innamorò perdutamente di Maria. Tra loro c’era un abisso sociale, Maria era la figlia maggiore di un ricco possidente agricolo, Salvo faceva lo stalliere per suo padre.

L’ immensa cantina della casa del noce, vide crescere il loro amore, nascose a tutti i loro incontri e fece da scenario alla rabbia del capo famiglia quando si accorse che la sua bella e adorata figlia aspettava un bambino. Salvo rischiò la vita per aver tradito la fiducia del padrone ma Maria lo difese con tutta la forza di una donna innamorata.

Ora la foto dei due sposi, ingiallita dal tempo, è nelle mani del bambino, la figura di sua madre vestita di bianco le sorride e lui si sente parte di lei. Sa di somigliarle, sono in tanti a dirglielo, stessi occhi chiari, capelli ricci e quella fronte ampia sono simili ai suoi.

Nella casa nuova si parla poco di lei, Salvo non sopporta di sentire il suo nome. Ogni accenno gli provoca sofferenza e senso di colpa. E’ convinto che, se non avesse avuto la passione per i cavalli, Maria sarebbe ancora accanto a lui.

Maria è al settimo mese di gravidanza, il suo bambino scalcia vivace e lei sferruzza scarpette e golfini. Aspetta che Salvo passi a prenderla per andare in chiesa. Quando lui arriva si guardano con occhi innamorati. Lei è bellissima nel suo vestito ecrù ricco di nastri e merletti, lui fantastico in un completo marrone di velluto, con le redini in mano, sul calesse nuovo.

Il cavallo sauro attende un segno, Maria sale con cautela. A differenza del marito, lei non ama i cavalli, specie quello che Salvo ha scelto, troppo nervoso per i suoi gusti. La campagna attorno è un tripudio di grano punteggiato dal rosso dei papaveri e nel silenzio si sentono solo le cicale e il frinire dei grilli. Il calesse scivola piano sulla strada in terra battuta poi, in un attimo la scena cambia.

Uno sparo, un colpo di fucile fa scattare il cavallo, Salvo cerca di bloccare la corsa folle del cavallo spaventato, sa che a distanza ravvicinata ci sono dossi da evitare ma non sa come fermare l’animale in preda al terrore.

Le redini gli fanno sanguinare le mani ma lui pensa a Maria, al loro bambino non ancora nato e decide il tutto per tutto. in una curva spinge Maria fuori dal calesse cercando di farla cadere sull’erba e poi si butta sul dorso del cavallo.

Finalmente riesce a fermarlo.

Corre, ora corre a perdifiato da Maria. sembra che sta bene, non ha ferite ma la paura provata è stata troppo grande. Il cuore di Maria ne ha risentito. Non sarà più la stessa, Partorisce in anticipo e la sua salute ne risente, intanto che il bimbo cresce lei deperisce, si stanca facilmente e il suo povero cuore diventa sempre più debole.

Nella casa del noce tutti parlano piano, Maria si sta spegnendo e Salvo non si da pace.

L’albero del noce è ancora li, ogni anno fiorisce e da i suoi frutti, la casa è diventata un rudere nella campagna siciliana, il bambino ha raccontato la sua storia ai figli prima di andarsene anche lui.

Maria e Salvo sono ancora insieme nella foto del loro matrimonio.

 

Pubblicato inLuoghi del Cuore

1 commento

  1. Bella e triste come tutte le cose belle e tristi. Bella e triste come ogni amore che in un modo o nell’altro finisce. Bella e triste come vita, oggi bella e domani triste e poi ancora…

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