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La donna cannone

La donna cannone è una delle canzoni più apprezzate nel panorama musicale italiano: una ballata indimenticabile, divenuta negli anni il classico per eccellenza di Francesco De Gregori, il principe dei cantautori.
Il momento in cui la esegue, durante i suoi concerti, risulta essere sempre uno dei più attesi ed emozionanti.
La celeberrima e triste storia della Donna cannone fu ispirata all’artista da un fatto di cronaca, realmente accaduto.

Siamo agli inizi del Novecento, in un capannone di un circo; mentre il pubblico si allontana, concluso lo spettacolo, due occhi si incrociano….due anime sentono di doversi amare ma le regole dei circensi lo vietano. Il desiderio dei due innamorati non potrà mai essere esaudito: allora lei, la donna cannone, sentirà di dovere volare via, andando incontro alla morte.

Una notizia a metà fra il folklore e il sociale, che colpì De Gregori soprattutto per la disumanità delle regole circensi. Così, immedesimandosi nel ruolo di quella donna-oggetto, sfruttata unicamente per fini spettacolari, Francesco decise di darle voce attraverso un suo componimento.

Nella canzone la protagonista è proprio lei, la Donna cannone, che racconta in prima persona il desiderio d’amore inespresso, la voglia di normalità, la necessità della fuga, per fuggire lontano dagli stereotipi, da chi si prende gioco della sua diversità umiliandola fino all’inverosimile, senza il minimo riguardo per la sua anima, costretta a subire assurde negazioni e subdole offese.
Il delicato arrangiamento che ne creò la melodia è divenuto di diritto un pezzo di storia della musica ed un piccolo patrimonio che migliaia di persone custodiscono ormai nel proprio cuore:
«…E con le mani amore per le mani ti prenderò e senza dire parole nel mio cuore ti porterò e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu ma voleremo in cielo in carne e ossa non torneremo più …e senza fame, senza sete e senza ali, senza rete voleremo via…»

La Donna Cannone ama, ma le viene proibito: piuttosto che privarsene, preferirà dunque prendere l’ultimo treno, quello che la condurrà altrove, senza passare per alcuna stazione, preferendo la morte ad una vita senza amore.
Sul volto delle persone maligne e superbe, dunque il suo nome scintillerà ed allora tutti potranno sapere che anche lei aveva un cuore e non era soltanto un fenomeno da baraccone.
Quando ciò accadrà, un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà…
La Donna Cannone è determinata in tutto questo: in lei è forte la speranza di riuscire a volare via, senza provare più che cosa sia la fame, senza sentire più la sete.
Volerà in cielo per non fare più ritorno su questa terra, con la speranza di ricongiungersi con il suo amato, in un altro mondo, in un mondo migliore.

La Donna Cannone diviene un’immagine garbata e poetica in quel preciso momento in cercherà la morte e la troverà:
«…Così la Donna Cannone quell’enorme mistero volò…tutta sola verso un cielo nero nero si incamminò…».

A noi, umili spettatori di questo dramma, rimane poco da dire; possiamo solo aggiungere, come canta il Principe, che ne porteremo il suo ricordo sempre nei nostri cuori.
Il pianoforte in chiusura, quelle poche note finali toccano il cuore; il mio non ne è mai uscito indenne!
Una canzone senza tempo, un’ altra gemma che si è incastonata per sempre nel prezioso repertorio del grande Francesco De Gregori.

Published inAmore

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