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La felicità è sempre bagnata. Di pianto

Venerdì 30 sono andata in pensione.
C’era stato un gran casino sui conteggi degli anni passati nella pubblica amministrazione e poi nel commercio e poi e poi tutti i salti mortali che ho dovuto fare per tirare avanti per tutti questi anni.
Sono andata in pensione ed ho organizzato una festa per la sera in una sala parrocchiale affittata per l’occasione
La mattina sono andata in ufficio. Per l’ultimo giorno. Ed ho pianto a dirotto.
E poi ho pianto un’altra volta quando ho letto un lungo sms che mio figlio che ha 24 anni mi ha scritto. Lavora da poche settimane all’estero e non sarebbe potuto venire alla festa.
Così mi ha scritto.
Un messaggio lungo ed intenso. Lui è di poche parole, forse non me le ha dette mai tante e tutto insieme come in quel messaggio.
E così belle ed anche adesso che ci penso scoppio a singhiozzare.
I miei adesso ex-colleghi mi hanno regalato un libro di foto di loro e di me con loro raccolte, anche a mia insaputa, in questo ultimo mese: da quando finalmente si è saputo che mi avrebbero permesso di andare in pensione.
Ogni tanto me lo accarezzo quel libro di foto.
C’è tanto di me là dentro.
E penso che le cose importanti, quelle che poi si ricordano, sono sempre fatte così: di una felicità bagnata di pianto.

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