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La giostra dei sentimenti e delle sensazioni

Nel suo villaggio e nei villaggi vicini, si sparse la voce che nella bottega di Aradia si riparavano dispiaceri, nostalgie e ricordi tristi. Ed era vero soprattutto per un motivo: la Maga dai Lunghi Pensieri (come l’avevano soprannominata alcuni suoi amici folletti) conosceva bene ogni esperienza umana che, per una ragione o per l’altra, fosse stata o fosse vissuta come esperienza dolorosa. Le magie di cui era capace e le esperienze (felici e infelici) che l’avevano personalmente coinvolta, riguardano un patrimonio culturale che ne hanno fatto e ne fanno la persona cui ormai tutti – bambini, bambine, ragazzi, ragazze, uomini e donne – si rivolgono per acquistarne gli sguardi e i sorrisi. Capace di un ascolto affettuoso ma anche determinata nell’indicare la via da percorrere, ogni tanto immagina qualche divertimento, per se stessa e per coloro che le si rivolgono per le più svariate ragioni. Capitò, in una sera di un giugno avanzato, che nella piazzetta su cui si affacciava la sua bottega, Aradia soffiò nel vento un pensiero colorato che – al suono di un carillon – si trasformò quasi subito in una giostra che, girando e girando, distribuiva a chi vi fosse salito, le sensazioni e i sentimenti che avrebbe desiderato provare e vivere. Non vista (Aradia poteva magicamente rendersi invisibile) la Maga dai Lunghi Pensieri a volte ne approfittava per fare il girotondo con il tempo della propria infanzia e della propria adolescenza. Spilli di ricordi si appuntavano nella sua mente con effetti a tratti confortanti e a tratti dipinti di nostalgia. Ma l’esperienza di maggior soddisfazione riguardava la possibilità di raccordare passato, presente e futuro. In un certo senso, le era possibile per qualche luminoso momento presentificare il passato e infuturare il presente (un’espressione infelice ma nella sostanza valida), rintracciando in ognuna di queste dimensioni temporali ciò che la poteva aiutare ad essere ciò che avrebbe voluto essere. Così i ricordi la rasserenavano anche, e forse proprio perché, erano resi vivi da gocce di malinconia.

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