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La luna stanotte

C’è una luna che fa ombra stanotte.
Le sagome degli alberi si allungano sul selciato e prendono vita, mosse da leggeri soffi di vento.
C’è un silenzio terso adesso, come raramente succede in città. Nessuna auto, sirena, campana, voce. Nulla.
Nelle sere scorse spesso mi sono sorpresa stupita ad ascoltare il canto degli uccelli a notte fonda.
Stanotte no, nessun rumore che interrompa il ripetersi di gesti antichi prima del sonno.
Mia nonna era minuta, viso austero ed occhi di ghiaccio.
Non ricordo i suoi suoi sorrisi e nemmeno gli abbracci, ma ricordo la cucina a legna ed il profumo del suo caffè, le ciambelle all’anice, le mani – forti di una sapienza antica – che massaggiano con aceto caldo e poi tirano la mia caviglia slogata, “l’ingessatura” di stoffa, farina ed albume.
Aveva lunghe trecce mia nonna, io avevo cinque anni ed erano già bianche, candide.
Di giorno erano raccolte sulla nuca con due forcine.
La sera, in camicia da notte, spazzolava a lungo i suoi capelli, poi faceva di nuovo le trecce ed andava a dormire.
C’è una luna che fa ombra stanotte.
Vorrei volare sopra la città e godere del silenzio e dell’aria fresca, guardare da lontano ogni cosa.
Un gatto attraversa il giardino ed una foglia secca rompe il silenzio.
Non ho lunghe trecce ma sto spazzolando i miei capelli.

la foto è di Antonio Tafuro

Pubblicato inGenerale

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