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La Madonna della Catena

dagli scritti di mio padre, Gennaro Viglietti

Nella moderna Santa Lucia, a Napoli, c’è una Chiesa dove è sepolto l’Ammiraglio Caracciolo, eroe della Repubblica Partenopea del 1789, impiccato dagli inglesi.

La Chiesa si chiama Santa Maria della Catena.

Mi piace dare qualche notizia sulla costruzione della chiesa così come ci sono pervenute dai racconti dei vecchi pescatori luciani, tramandateci da padre in figlio.

Nel piccolo borgo di Santa Lucia, infatti, esisteva la piccola chiesetta dell’Immacolata, molto cara ai pescatori, sia perché luogo di preghiera prima di affrontare il duro quanto rischioso lavoro in mare, sia perché terrasanta, quale luogo di sepoltura. Quest’ultima tesi è avvalorata dal ritrovamento di resti umani durante il lavoro di restauro eseguiti in tempi vicini ai nostri.

Secondo la leggenda, intorno all’anno 1576, dopo una tremenda tempesta che imperversò per diversi giorni sul mare, le onde spinsero verso la riva, nei pressi della chiesetta dell’Immacolata, alcuni relitti. I pescatori luciani in attesa che la furia degli elementi si placasse, videro e trassero a riva una pesante cassa avvolta in catene, proveniente forse dal carico di una nave salpata dalla Sicilia, affondata durante il fortunale.

I pescatori incuriositi dal pesante forziere dopo vari tentativi riuscirono ad aprire la cassa e vi trovarono un bellissimo quadro raffigurante la Madonna che reggeva su un braccio il Bambin Gesù e sull’altro due piccole catenelle, di quelle che si usano per ammanettare i carcerati quando si traducono da un carcere ad un altro.

Si racconta che quelle due catenelle fossero appartenute a due galeotti che, pentiti dei propri misfatti, avessero chiesto la grazia alla Madonna di salvare loro la vita in quella tremenda tempesta.

Dopo questo miracoloso ritrovamento fu decisa la costruzione di un  nuovo tempio dedicata alla Madonna detta “della Catena”, il quale fosse non solo più grande, in quanto la popolazione del borgo era aumentata, ma che facesse corpo unico con la Chiesetta dell’Immacolata, la cui volta era ricoperta di uno spesso strato di quelle anforette di terracotta che fino all’inizio del nostro secolo ed anche oltre, i pescatori usavano per la pesca dei polipi.

Uno strato di anforette che svolgeva non solo un ruolo estetico ed architettonico ma anche tecnico perché fungeva da camera d’aria sì che la chiesa fosse calda d’inverno e fresca d’estate.

Un accorgimento usato dagli antichi popoli mediterranei che attesta le origini antiche della Chiesetta dell’Immacolata oggi posta a coronamento della più grande Chiesa della Madonna della Catena.

nell’immagine: l’interno della Chiesa della Madonna della Catena

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