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La mia musica dopo l’emergenza

Febbraio 2019.

Arrivano strane notizie da terre lontane. Probabili esperimenti,o qualcosa di simile,  dovrebbe aver cagionato il contatto con sostanze infettive e si comunicano i primi casi anche in Italia.

Sembrava una notizia come tante, se pur insolita dato il clamore che stesse creando. Poi, ancora ancora altre notizie…un continuo…si parla di vari contagi.

Allora ci si inizia ad allarmare, se non un entrare in una sorta di panico quando nella tua città, in casa tua, accade quello che sembrava fosse la solita notizia. Allora:misura preventive,cure, caos e confusione nelle vie.

Marzo 2020: notizie spaventose di contagi e morte e arriva la notizia del Lockdown.

Sembrava non dovesse finire mai.

La gente inizia a suonare dai balconi,dalle finestre,costretti ad essere rinchiusi in se stessi,nelle proprie abitazioni.

Si prova una fratellanza quasi unica,un problema unico, vivevamo le stesse situazioni fino a quando arriva la notizia del termine dell’emergenza. Inizi del 2022.

Si racconta anche con le normativa il come dover ritornare all’ordinarietà, come ripartire.

Per me, non si poteva; ma la paura della gente di poter morire senza aver vissuto la propria vita è stato un sentimento sicuramente più tenace.

Ugualmente è caos; non si sta neanche in piedi, tanto che il gesto del toccarsi le zone intime diventa una anormalità/normalità.

Pensi,ripensi,rifletti e quasi sulla scia di quelle note suonate ed ascoltate dai balconi,dalle finestre,a cui mi ero unito con la mia musica;sì,anche io ho lasciato andare delle note,delle melodie al bordo via… ricercavo in canzoni,passate e più attuali,in alcuni artisti, dei messaggi che potessero aiutare la ripartenza. E allora?

Quale canzone migliore di FIN CHE LA BARCA VA della Sig.ra Orietta Berti, che invita a non sprecare energie e forze in momenti che si vivono da se, senza pretendere troppo e soprattutto accontentandosi di ciò che si ha,se è essenziale per se. Ma ci si chiede,dopo momenti simili,chi comandasse il mondo: e allora ecco Povia con la sua CHI COMANDA IL MONDO. Un messaggio non proprio chiaro: da una dittatura alla figura di Gesù Cristo figlio di Dio, o meglio,di chi è stato messo in croce in Israele.

Ma si cerca anche qualcosa di più leggero,più contemporaneo e fresco: allora,con la regina del pop contemporaneo, Annalisa,  MON AMOUR, che ti rimanda alla dimensione relazionale, come se andasse tutto bene (ricordate lo slogan di quegli anni ANDRA’ TUTTO BENE…).Ma una voglia di passato ti invade, come a ricercare una ricetta giusta per il tuo presente,e si ritorna con una interpretazione della Sig.ra Orietta Berti (che anche nell’oggi con MILLE,insieme ad un gruppo insolito, ricordava che ad un problema ce ne sono altri mille) di una delle canzoni più famose della sua epoca: IL NOSTRO CONCERTO, ripresa a SanRemo da un trio tra passato e presente (Morandi, Ranieri,Albano). Un rapporto relazionale visto come un concerto,il proprio concerto…per terminare con GIANNI MORANDI e la sua UNO SU MILLE CE LA FA, EVVIVA,e l’ALLEGRIA, per ricercare una sorta di normalità forse andata…o chissà…da ritrovare…come la canzone di POVIA, DUE NAVI,un conoscersi come da sempre.

Pubblicato inConcorso

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