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La notte di Dilan

Sinossi Un brutto incontro in una libreria ed un finale sorprendente

In una grande libreria del quartiere San Siro di Milano, a mezzanotte, un ragazzino di 15 anni di nome Dilan stava leggendo un libro di Harry Potter.

Ad un certo punto la porta della libreria si chiuse facendo un rumore fortissimo.

Il ragazzino si spaventò, guardò sul suo Apple Watch e si accorse che era mezzanotte. A

ndò alla porta di ingresso e cercò di aprirla, ma non ci riuscì. La cosa era davvero molto strana. Dilan si sentiva osservato.

All’istante cercò una via di fuga è trovò un’uscita di emergenza. Neanche quella si apriva! Accanto alla porta vide un libro con scritto in rosso sangue “Stanotte morirai!”.

Dilan si sentì molto impaurito.

Sentì dei passi pesanti al piano di sopra e un rumore proveniente dalle scale e vide un losco figuro tutto magro, alto, vestito tutto di nero. II losco figuro tirò fuori un coltello e gli disse che per non morire doveva riuscire a risolvere degli enigmi difficilissimi. Dilan gli rispose che lui era molto bravo a “Sblocca la porta” (un gioco di enigmi).
Dal suo vestito sporco il losco figuro estrasse un libro gigante intitolato Enigmi sanguinosi. L’assassino incominciò a leggere il primo enigma: 6 assassini impiegano 6 minuti per uccidere 6 persone. Quanto impiegheranno 60 assassini per uccidere 60 persone?
Dilan rispose insicuro: “Sei minuti!”. “Ecco che ho sbagliato” nel frattempo, pensò.
L’assassino disse: “Andiamo al prossimo, dunque: un assassino non vuole farsi scoprire che ha ucciso un uomo allora lo immerge nella sua vasca da bagno, dopo toglie la vittima, solo che la vasca da bagno è piena di sangue. Allora deve svuotarla e ha a disposizione un cucchiaio, una tazza e un secchio. Qual è il modo più veloce per farlo?”
Dilan rispose: “Che sciocchezza! Tutti questi oggetti non servono a niente, serve solo che tolga il tappo dalla vasca!”.
L’assassino lo guardò con gli occhi cattivi “Sei un tipo tosto, tu!”, poi andò avanti a leggere. “Pesa più mezzo pollo vivo o mezzo pollo morto?”
Dilan rispose che non aveva senso perché non esiste mezzo pollo vivo. L’ assassino alzò le spalle e sbuffò poi continuò: questo è l’enigma successivo: “Dilan è di Milano, può essere seppellito a Napoli?”. Dilan rispose arrabbiato: “Io sono ancora VIVO!”.

“Ancora per poco, rispose l’assassino, perché sicuramente non sarai in grado di rispondere a questo enigma decisivo: questo è un sogno o realtà?”
Dilan rispose: “E’ realtà!”
L’assassino gli disse secco SBAGLIATO! E si avvicinò a Dilan con un coltello in mano.
Dilan urlò più che potè.
Poi sentì una voce che diceva: Dilan! Dilan! Svegliatiii! E’ ora di andare a scuola!

Era solo un sogno.

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