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La panchina

Sediamoci qui.
Da qui si vede più cielo. Vieni avvicinati, ti faccio posto. Vedi, questa è la mia panchina. No non proprio questa, ma qui le panchine le ho girate tutte. Tra questi alberi maestosi, sotto queste fronde son venuta a sedermi tante volte. Venivo qui a sentire il battito del mio cuore, e non era solo il mio . Si accordava alla perfezione con un altro cuore e su questa panchina noi li facevamo incontrare. Erano cuori esigenti, sempre in tumulto e non passava giorno che non volessero incontrarsi. Erano cuori che sognavano, sognavano e facevano progetti. Disegnavano sui muri la loro casa e ne sentivano il calore. Quella casa che avrebbe echeggiato delle loro voci, avrebbe accolto piccole mani e occhietti curiosi. Sognavano di luci accese, di serate di festa . A volte si sono incontrati passeggiando sulla spiaggia , in pieno sole . Battevano forte e avevano forte il desiderio di trovarsi soli, per sentirsi stretti l’un l’altro , per scambiarsi l’amore che provavano.
Noi li accontentavamo e facevamo in modo di favorire questi incontri che ci facevano stare meglio. Poi quella panchina ha cominciato ad esser vuota , è successo che i cuori hanno smesso di cercarsi. C’era freddo intorno, c’erano cuori improvvisamente ghiacciati, la panchina coperta di foglie non ci ha più visti abbracciati in quel cono di luce, sotto il lampione. I nostri cuori si sono persi per il mondo.

Pubblicato inAmore

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