Salta al contenuto

La poesia di Agnese

Spesso manca la poesia.
La poesia è una parola dolce, un gesto altruista e disinteressato, premura verso gli altri.
La poesia farebbe girare il mondo, mai lo distruggerebbe.
Ecco perché mi ricordo di Lei.
Ora che tutto sembra un po’ andare a rotoli, ripenso spesso ad Agnese, nonna di tutti i bambini del vicinato.
Arrivava presto la mattina e poi nel primo pomeriggio.
Sedeva su una panchina, nella nostra Piazzetta, antistante la bella Abbazia cistercense.
La Piazzetta era di fatto il nostro parco giochi, senza giostre, giostrine, scivoli o altalene. Solo una fontana, senz’acqua, due tombe di nobili origini, dietro le quali nasconderci, e tanto spazio per correre.
Agnese accompagnava lì i suoi due nipotini, mentre i loro genitori lavoravano.
E siccome anche i miei lavoravano, come quelli di tanti altri bimbi, ecco che Lei ci raccoglieva, accoglieva, accudiva.
Arrivava con sporte e sportine, piene di merende e caramelle da distribuire indistintamente, generosamente.
Agnese vigilava, vegliava su di noi, con delicatezza infinita. Non ci faceva mai sentire soli, abbandonati.
Ecco, per me questa è poesia.
Lei era poesia.

Nell’immagine, Matisse.

Pubblicato inAmore

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *