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La profezia di Cara

 

LUCIA DALLA INSPIRED

OPERA IN CONCORSO

La profezia di Cara

(Dialettica dell’immaginario)

La poesia dice la verità dell’orizzonte cui apparteniamo. Il suono e il ritmo sono significato,
come nella lingua oracolare che solo il tempo e gli eventi rendono comprensibile.
Avevo ventuno anni. Mi piaceva di Dalla quasi tutto, Cara però l’amai con la certezza di un
presagio, con la profondità misteriosa con cui si lancia una sbirciata al futuro e lo si trova
desiderabile. Ora so perché.
È la canzone dei distanti che si attraggono, senza mai fondersi né confondersi, ma scivolando
l’uno verso l’altra, per poi ritrarsi e ritornare a sé al solo scopo apparente di protrarre la
felicità del cercarsi di nuovo e riconoscersi.
Il verso composto come le foglie della Sibilla, chiave per l’interpretazione del tutto, è:
Conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento e non c’è niente da capire, basta sedersi ed aspettare.
Dodici anni più tardi, avrei incontrato il mio compagno, un velista saggio con l’attitudine
all’ascolto e alla riparazione di ciò che non va.
C’era già scritto tutto in quella canzone, Cosa ho davanti? Non riesco più a parlare, dimmi
cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare. La passione a disagio o il lieve disagio di una passione rischiosa, una cautela felpata, pronta a negoziare e dissolversi. “Vuoi andare a dormire” lo scarto ironico, lo scudo morbido del sorriso per proteggersi dal possibile
malinteso.
E poi la ragazza farfalla di pochi anni che l’uomo dai cento avrebbe potuto “inchiodare a quel
muro” con la potenza anagrafica cui, invece, rinuncia subito per provare anche lui a volare, a
lasciarsi portare ovunque lei desideri. Salvo se desidera partire, come se andare lontano
fosse uguale a morire. E non c’è niente di strano, ma non posso venire. È l’unico no che le oppone, un no sensato, di chi avverte una diversa prossimità alla morte che per i giovani,
spesso, è solo un’idea letteraria, seducente a volte, e per le persone mature un orizzonte a
vista.
Buonanotte, anima mia, adesso spengo la luce e così sia. E così è stato.

immagine di copertina: Oltre la città di Marc Chagall. 1918

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