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La sartoria del Palio

“Le ragazze si vedono il martedì alle nove di sera”.

Così mi aveva detto Stefano Gastaldo, il Presidente del Palio dei Dieci Comuni del Montagnanese. Non potevo non andare a conoscerle quelle “ragazze” che almeno ogni settimana si vedono a Montagnana in un locale in via Spalato, la via che porta alla stazione ferroviaria.

Il Palio dei Dieci Comuni dell’antica Sculdascia si celebra dal 1977 e comprende la corsa dei cavalli montati a “pelo”, la Tenzone degli arcieri, la Tenzone dei Musici e degli Sbandieratori, il Corteo Storico, la corsa dei Gonfaloni e l’incendio della Rocca degli Alberi: tutte attività che si svolgono in costume medioevale e a Montagnana, il paese dove adesso abito.

I costumi medioevali rigorosamente dell’epoca e che raffigurano le diverse figure di quel tempo: nobili, vescovi, preti, armigeri, popolane e popolane delle diverse arti e mestieri. Anche sull’attinenza dei costumi e del portamento all’epoca medioevale, nel corso della sfilata storica c’è “tenzone” fra i dieci comuni e, di conseguenza, la preparazione di tutto l’occorrente per il Palio ha bisogno dell’opera febbrile e gioiosa di competenze e di professionalità le più disparate.

Le “ragazze” delle quali mi ha parlato il Presidente costituiscono le menti e le braccia della Sartoria del Palio.

Sono cinque: Fernanda e Morena Cotti, Morena Guariento, Maria Luisa Napoli e Stellina Seghetto.

 

 

 

“Il nostro lavoro è di confezionare vestiti per il Palio” mi dice Stellina, che partecipa al Palio dall’82 per il Comune di Megliadino San Fidenzio e da quattro anni è impegnata a livello centrale.

Si, perché la Sartoria del Palio “ha lo scopo di rispondere alle esigenze di tutti i Comuni, amalgamando le diverse situazioni” mi dice Morena Guariento, la responsabile della sartoria, membro del CdA dell’Associazione che guida la manifestazione. Lei, Morena, è modellista, una sarta diplomata, e parla della sua missione in maniera seria e convinta: “l’incarico è quello di curare in maniera capillare tutte le necessità, incontrandosi con i responsabili dei diversi comuni e rispondendo alle loro attese. A fronte delle difficoltà economiche in cui versano molto comuni, quest’anno il CdA ha deciso di rendere più snelle tutte le procedure del servizio della sartoria centrale.”

E a Via Spalato si respira un’aria di una professionalità antica alimentata da una passione che dura da tantissimi anni.

“Partecipo al Palio da più di trent’anni. Sono stata per dieci anni responsabile della commissione costumi e prima ho fatto la “gavetta” con un sarto favoloso, Franco Guarise, che ci ha tramandato la ‘voglia di fare Palio’ e di sentire questa bellissima manifestazione come veramente nostra”.

Prendono le misure sulla stoffa, tagliano, cuciono, lavorano con le macchine donate all’Associazione del Palio, scambiandosi poche parole – solo quelle che servono – con impegno e cura.

Ci mettono il cuore, le “ragazze”.

Come tutti quelli che ho incontrato in queste settimane per conoscere e per capire questo Palio che è come gli altri cento che si svolgono ogni anno in Italia.

Ma, adesso, questo che si svolge a Montagnana negli ultimi giorni di agosto è il mio Palio.

(le foto sono di Marilla Lovato)

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