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La sera dei miracoli (o no?)

LUCIO DALLA INSPIRED

OPERA IN CONCORSO

Cade la sera, Lucio, cade senza far rumore e talora non presta attenzione ai frammenti di luna anneriti, scuri come i pensieri di una città in corsa che cerca lenzuola di seta in cui riposare.
E il cuore galleggia o, almeno, ci prova. Va per le piazze, sulle panchine dei soli, nei giardini di chi si innamora e pensa ai miracoli, ai miracoli delle canzoni, alle notti che stanno per finire.
Va il cuore dove l’istinto prova a cucire il tempo e a scrivere parole che non uccidano vomitando il malcontento, quando gli occhi negli occhi non riescono a staccarsi e il mare non è mai uno sbaglio ma una carezza.
Più in là, sugli scogli, la perduta gente ha lacrime di pioggia e vede in ogni goccia un’impronta smarrita di sé. Bisogna dirglielo che c’è chi non resta indifferente e che la vita rimescola le carte quando si toglie la polvere ai sogni.
Lucio, dì, ma tu sogni nel cielo dei sogni? Perché vorrei capire se l’amore arriva fino là, quando si chiudono gli occhi con semplicità.
C’è un nido nascosto sui tetti di ogni città, dove le rondini hanno il colore della libertà. E, se il cuore si apre ad un affaccio di vuote parole, sarà Dio il motore dei cuori in partenza.
Ci sarà sempre un posto in cui non c’è niente da capire ma basta sedersi ad ascoltare: la vita ti viene più vicino quando finisci nei suoi sguardi ed è come volo di farfalla il bandolo di vento che sblocca i sentimenti.
Dei muri ne abbiamo abbastanza e chi continua a inchiodare l’uomo neppure sa quant’è perduto. Chi l’ha detto che prendersi per mano è scontato quando si spegne la luce e il mattino sembra un treno lontano?
Come si fa a sbugiardare il silenzio? È forse zingaro chi si rifugia tra le note di una canzone? La musica salva dal vento nel vento e conduce fino in fondo all’amore.
L’amore combatte la nebbia, mette il dito fra noi e l’infinito, e vive il brivido sottile della felicità. Resterai tu, Lucio, a non sporcare il cielo, ad origliare il silenzio dei pesci, a suonare i campanelli delle stelle per fare musica, sempre, con i nomi di chi da nuvola si è mutato in sole.

Immagine dal web

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