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La sorella del ” Brigante “

Giovanna nacque nel lontano 1844, unica femmina di sei figli.

I cinque maschi di quella famiglia erano tutti più grandi di lei e così, la piccola Giovanna, crebbe come una perla rara, amata e coccolata da tutti quei fratelli che la adoravano.

La Sicilia d’allora viveva tempi duri per chi non aveva mezzi di sostentamento ma, nella famiglia di Giovanna non mancava nulla. I suoi genitori avevano un grosso gregge di capre e, per quei tempi era una vera fortuna. Producevano formaggi, ricotta fresca, latte in quantità e carne.

Poi arrivarono ” I mille ” assieme a Garibaldi.

Un esercito di straccioni, scarsi anche a combattere ma lesti a depredare e a scannare. Quello sparuto drappello di scaltri affamati, pensò bene di impinguare le fila di soldati obbligando i giovani siciliani ad arruolarsi e a combattere contro la loro stessa gente. Chi si dichiarava contro veniva ammazzato senza pietà.

I cinque fratelli di Giovanna non ubbidirono all’imposizione e diventarono Briganti.

Come suona antica questa parola. Oggi li avremmo definiti Obiettori di coscienza.

Peppi, il maggiore, guidò i suoi fratelli su per i monti e si unì ad altre bande di Briganti.

Intanto i Piemontesi saccheggiavano le case e rubavano a man bassa. La gente viveva nel terrore e, colui che si guadagnò il titolo di ” Eroe dei due mondi ” fece stragi e mostruosità inenarrabili.

Basta leggere quello che fu l’eccidio di Bronte dove ai prigionieri, per non nutrirli, si preferì tagliare la gola.

 

Intanto Giovanna cercava di sopravvive con gli anziani genitori, il loro gregge si assottigliava di giorno in giorno e le notizie che arrivavano dai monti, parlavano di uccisioni sommarie di chi cercava di tornare dai propri cari.

I suoi fratelli si avventuravano di notte percorrendo sentieri che conoscevano fin da bambini.

Quella sera, Peppi entrò dalla porta che dava sulla stalla, la sua alta stazza si curvò per entrare e subito Giovanna le volò in braccio. Quanto lo amava quel fratello così bello, così coraggioso. Stava per porgergli la grande ” truscia “* quando sentì i colpi alla porta.

Peppi fece appena in tempo a nascondersi nella stalla quando i soldati irruppero nella grande cucina.

Non era la prima volta che entravano a rubare cibo ma questa volta erano ubriachi e Giovanna era una preda troppo facile e, secondo loro, indifesa.

Le si avventarono addosso in quattro e cercarono di bloccarla sul lungo tavolo ma fecero lo sbaglio di dare le spalle alla porta.

Peppi entrò come una furia, li strappò letteralmente dalla loro preda e poi fu un massacro.

Nessun rumore, niente urli, la gente siciliana aveva perso anche il diritto di gridare la sua paura ma questa volta, il silenzio era d’obbligo, era difesa, era la ribellione all’ingiustizia.

Fratello e sorella passarono la notte a liberarsi dei cadaveri e a ripulire tutto il sangue che avevano perso.

Prima dell’alba, il Brigante Peppi s’incamminò verso le montagne col cuore pesante.

Aveva ucciso quattro ragazzi per salvare Giovanna, la sua adorata sorella e sapeva che il rimorso lo avrebbe accompagnato per tutta la sua vita.

Accadde anche questo quando si fece l’unità d’Italia.

* Fagotto di stoffa quadrato Dove gli angoli si legano traversalmente per contenere viveri.

le immagini sono tratte dal film: Bronte, un massacro che i libri di storia non raccontano di Florestano Vancini (1972)

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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