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La sposa con due paia di scarpe

 

Era bellissima nel suo abito di organza, aveva curato ogni dettaglio, si era soffermata su particolari dettagli: la doppia balza per allungarlo, una rouche per nascondere il collo lungo e quel fiore sulla fascia che faceva da cintura.

Tutto perfetto, era pronta.

Suo padre entrò nella stanza emozionatissimo.

Si fermò a guardarla e non riuscì a nascondere l’emozione.

“Papà, non farmi piangere, mi si scioglie il trucco e tu sai quanto sono imbranata a rimediare”

Lui si avvicinò e la porse il braccio.

L’avrebbe accompagnata all’altare e quel compito lo rendeva felice. La sua bambina maschiaccio stava di fronte a lui e aveva un sorriso che non avrebbe scambiato per nessuna cosa al mondo.

Improvvisamente, quando lei le si mise accanto, si lasciò sfuggire una frase banale che voleva smorzare l’emozione tangibile che si era creata tra loro due.

“Con quei tacchi alti mi fai sembrare un nano “

Lei capì che lui non amava sentirsi basso – non lo era in verità – ma quel giorno anche lui voleva essere al top, fare il padre e sentirsi adeguato in quel ruolo che aveva sempre ritenuto importante.

Non ci pensò due volte, la sposa.

Recuperò le sue comode  ballerine  e tornò, tutta contenta, accanto al suo cavaliere più amato.

Uscirono di casa per raggiungere l’auto che li avrebbe condotti in chiesa, sorridenti e perfettamente uguali di statura.

A lei andava così. A lui, lei, andava bene in qualunque modo, anche scalza.

Quando il suo ragazzo, alto, le si avvicinò per baciarla, prima della cerimonia, lei aveva già recuperato le sue scarpe col tacco 10 (mai andata oltre).

Per un papà adorato, si può fare di tutto.

nell’immagine: foto di Francesco Castagna

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