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La storia di una donna

Lina esce di casa, chiude l’uscio in fretta e stretta nel suo cappotto troppo liso si affretta nella strada che porta al cimitero . E’ un giorno come gli altri , uno di quelli freddi d’inverno , ma lei non ci bada. Lì in quel piccolo campo pieno di gelidi marmi e fiori , riposa il suo figliolo portato via da una ferale malattia, stroncato la sua vita e distrutto la sua famiglia. Lina prende il vaso , lo riempie con cura di acqua e vi pone un mazzetto di margherite . Poi si avvicina alla foto del figlio, gli dà un bacio senza toccarlo e mormorando una preghiera, si allontana, come ogni giorno. Prima di rientrare fa la sua spesa e poi si avvia alla sua porta. La sua piccola casa, un piccolo scrigno della sua vita. Ordinata e pulitissima, le foto dei suoi cari nelle cornici, un divano e la cucina che Lina riempie di pietanze profumate e di odori antichi. Vive la sua solitudine con la rassegnazione di chi ha visto e vissuto troppe storie di dolore. Quando parla di lui Lina si tormenta le mani e i suoi occhi tristi girano intorno a quella stanza. La sua camera da letto dove andò sposa, credeva in quell’uomo, credette al suo amore di poche parole. Poi un giorno, la proposta di un lavoro migliore e di un futuro più favorevole per la famiglia. Lui parti con i suoi poveri averi, sulla porta la promessa : vado in Francia, ma ritornerò e staremo meglio, tutti. Lina contava i giorni, il figlio era già un ragazzo, la figlia era brava in matematica. Entrambi chiedevano del padre, ma lui non si faceva più vivo. Lina aveva da tempo trovato un lavoro, serio e dignitoso presso la famiglia di un medico di cui lei si occupava come governante.Lavorava sodo tutto il giorno, aveva i nodi della fatica sulle mani, rosse per il freddo. Strofinava la biancheria e intanto la sua schiena si curvava. Non c’era molto altro in quella vita di sacrifici e neanche più il perdono per un uomo che aveva abbandonato una donna tutta la vita.
Cosa c’è di peggio che la punizione dei figli privati dall’amore se non il disprezzo e il forte attaccamento alla mamma, coraggiosa ma fragile. Lui da vecchio ormai, tentò di riavvicinarsi, ma i figli furono irremovibili, quegli occhi scuri e tristi avevano già troppo pianto. Lina riposa in quel piccolo camposanto di campagna, tra i fiori pettinati dal vento e il canto del pettirosso.

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