Salta al contenuto

L’altra metà di me

 

L’altra metà di me, si chiama Caterina.

Mi è maggiore di soli 14 mesi e, ovviamente, siamo cresciute assieme. Lei calma e riflessiva, io l’esatto contrario. Mi ha sempre superata in tutto, solo di statura, l’ho superata io. Inseparabili e diverse, complementari una all’altra, ci siamo nutrite della nostra diversità traendo beneficio dal nostro carattere e dalle nostre esperienze.

Lei studiava con costanza e profitto, io attingevo alla sua intelligenza. Quante volte mi spiegò le formule grammaticali che detestavo. Con che pazienza mi passò i contenuti lessicali degli autori preferiti. Lei amava le lingue straniere (si laureò in lingue e letteratura tedesca). Insegnò tedesco, inglese e russo, io, ancora inciampo nella mia stessa lingua.

Sempre lei mi trovai accanto nelle scelte importante della mia vita e mai mancò quando la chiamai.

Una sorella come una roccia, alta un metro e cinquantacinque ma che sbandierava, al bisogno, quei 14 mesi che le davano il diritto di sorella maggiore.

Quanto ci ho riso di questa sua prerogativa. La guardavo dall’alto in basso e ridendo le facevo notare che non mi faceva paura. Poi ci separammo, il lavoro mi portò lontano, la famiglia, i figli, gli impegni sociali mi distrassero e affidammo al telefono le nostre chiacchierate periodiche. Una visita l’anno, le ferie nella casa paterna e tutto ricominciava.

Poi la telefonata di suo figlio, mio nipote. Mesi d’angoscia, giorni pesanti, lei in giro per ospedali, io a sentirmi spaccata in due. Una sorella come un’ancora ora è come una barchetta in balia delle onde. Sono io adesso l’ancora e la terrò a galla, la stringerò a me come si fa con tutto quello che amiamo.

Non posso vivere dimezzata, ho bisogno di essere intera.

nell’immagine: Due amiche, Gustav Klimt

Published inAmore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *