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L’amore è una cosa semplice

Pensò e ripensò a tutti i momenti vissuti insieme, pensò alla dolcezza degli abbracci e dei baci dati, di cui aveva memoria soltanto lei e le si strinse il cuore.

Pensò alle grida, alle parole dure che erano state dette, dettate dai suoi attacchi di egoismo, dalla stanchezza, dal peso delle responsabilità, da quella vita andata a rotoli che non riusciva più a ricomporre mentre lui era sempre là a chiedere attenzioni.

Giustamente.

E ancora una volta le si strinse il cuore e pensò che avrebbe voluto arrotolare tutta la sua vita per poterla dipanare in un altro modo, magari conservandone la memoria per non sbagliare e sorrise, non era possibile.

Avrebbe voluto parole nuove e gesti diversi, occasioni perdute e opportunità trascurate ma era tardi.

Il tempo perdona tutto tranne il suo scorrere incessante e la condanna perpetua per tutto ciò che è andato via è il suo non ritorno.

E il giorno dopo iniziava un tempo nuovo, un tempo che avrebbe visto due persone innamorate promettersi amore per l’eternità e lei li avrebbe guardati da lontano.

Un tuffo al cuore.

E allora scrisse per non parlare, scrisse perché le veniva più semplice, scrisse per pudore perché quelle parole lui le avrebbe lette altrove, lontano dal suo sguardo, e lei avrebbe pianto senza temere di essere vista. Scrisse dell’amore immenso che provava, di quell’ amore incondizionato di cui aveva compreso il senso soltanto accanto a lui, scrisse chiedendo perdono per non essere stata sempre all’ altezza del suo compito, scrisse dei suoi errori e dell’inesperienza che li aveva dettati. Scrisse sperando che quella porta lasciata aperta, quella di casa sua e che lui ben conosceva, un giorno sarebbe stata varcata e lei sarebbe stata lì, sorridente, a tendere le braccia, ad accogliere quell’uomo tanto amato.

Ne fu sicura a un certo punto, chiuse gli occhi e scacciò quella tristezza inopportuna, quel momento di leggerezza doveva sparire. La semplicità di essersi perdonata finalmente, sebbene a modo suo, la invase.

Lasciava andare quel bambino che aveva cullato e consolato tante volte, che era diventato uomo anche grazie a lei, che non le apparteneva più e lo sapeva fin da quando era nato.

Restava l’amore, quello vero, quello che il tempo avrebbe reso comprensibile.

Respirò finalmente felice guardando il tramonto.

nell’immagine:  The joy of being di Margarita Sikorskaia

Published inAmore

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