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L’AMORE

Non ho mai scritto dell’amore, forse perché, tra tutti i sentimenti che si possono provare, è quello più mutevole e che più mi spaventa.

Aumenta di intensità con l’avanzare dell’età e dell’esperienza, cambia a seconda della persona amata e non è quasi mai costante.

Non ho mai scritto dell’amore perché, per me, alla soglia dei quarant’anni, è una conoscenza recente e, in realtà, non ho mai saputo realmente cosa dire.

La prima volta che mi sono innamorata avevo poco più di un anno e lui ne aveva forse una decina più di me. Qualcuno ci scattò una foto un giorno al mare. Io, piccola, capelli corti, scuri e mossi, costumino blu e pancino prominente. Lui, alto, magro, capelli lunghi e biondi. Io lo guardavo inebetita, l’espressione tipica di chi è totalmente disarmato, una sorta di paresi facciale che non passa con il passare degli anni. Lui, guardava da un’altra parte. Dicono che l’ho amato per anni. Gli telefonavo anche, per poi mettere giù arrendevolmente.

Forse una volta ho trovato il coraggio di dirgli “ti amo”. Lui deve aver riso, io avrei reagito così.

Nulla di reale, di tangibile, di condiviso. Tutto vissuto nella mia testa.

Ci si può innamorare di qualcuno che non si conosce? Adesso, con tutti gli anni che ho alle spalle, penso che sia sempre così. A volte basta uno sguardo, un particolare che solo tu riesci a cogliere tra i tanti che saltano agli occhi. L’odore, il suono della voce, il modo in cui si lega i capelli. Un dettaglio, un istante e di quello che era prima nulla rimane.

Ero al mare in Puglia, avevo poco più di un anno ed avevo già conosciuto l’amore. Probabilmente mi sarà scoppiato il cuore in petto, avrò cominciato a grondare sudore, sarò arrossita (neanche questo cambierà mai) e sicuramente avrò pensato che non sarà mai più esistito un sentimento più forte di quello. D’altronde, non è sempre così?

Ma l’amore, tra tutti, è il sentimento più bastardo. Non ti concede preavviso, né immunità e cambia la sua faccia continuamente.

Ogni volta sminuisce la precedente, almeno fino a quando non lo capisci veramente, almeno fino a quando non ti togli la maschera e decidi di correre il rischio.

E così collezioni amori ogni volta diversi, ogni volta definitivi. Ad un certo punto della vita, ti guardi indietro e realizzi di aver usato per tutti la stessa parola, per tutti la parola sbagliata. Era vera allora, ma oggi non lo è più. E ti senti immediatamente proiettato in un film anni ’60, dove il latin lover di turno si vanta di tutte le donne che ha amato. Dio mio, sono anch’io così, oppure né io né tantomeno lui abbiamo capito mai niente dell’amore?

Ho fatto l’amore per la prima volta pochi giorni fa. I nostri movimenti erano lenti, non cercavamo un piacere personale. Il mio corpo era suo, avrebbe potuto fare quello che voleva ma faceva quello che facevo anch’io, mi amava. Esistevamo l’uno per l’altra. Ci siamo guardati negli occhi per molto tempo, non c’erano filtri e neanche inutili promesse. Eravamo noi, nudi, veri, spigolosi, arresi. I nostri corpi erano stretti senza soluzione di continuità, I nostri capelli, intrecciati anche loro. I nostri sguardi persi nei labirinti dell’altro. Credo di aver pianto.

Quando l’ho visto la prima volta, ho pensato che era pericoloso per me. C’era qualcosa che ancora non conoscevo ma che intuivo sarebbe stato letale. Anni passati ad imparare a preservare quella piccola parte di me che mi avrebbe salvata. Quella parte che nessuno ha mai neanche scalfito, lui l’ha invasa e conquistata nell’arco di pochi giorni.

Sono fottuta, ma non sono mai stata più felice.

Pubblicato inAmore

3 Commenti

  1. Paolo Paolo

    Bellissimo racconto pieno di sentimento . Mi ha emozionato.

  2. Intanto mi hanno colpito de cose. La prima che ti sei innamorata ad 1 anno e te lo ricordi pure. La seconda che hai fatto l’amore per la prima volta a 40 anni. La seconda ci potrebbe anche stare ma la prima no decisamente. Ci torno su questa storia perché dell’amore ne potrei parlare per ore. Di certo so che è eterno finché dura. Scrivo d’amore da sempre. La sensazione che stai provando è bella ma ti consiglio di stare con i piedi per terra. Spero di tornarci stasera su questa storia ma ci torno di sicuro.

  3. Mario Martello Mario Martello

    Mi piacciono i tuoi racconti. Sono veri, immediati,diretti, senza paludamenti. Chiami le cose con il loro nome. Esprimi le emozioni per come le avverti.
    Ti metti a nudo senza falsi pudori. Vale solo la verità.
    Anche se non sempre la verità è la verità.
    Conoscerla è un lungo esercizio. Paziente. Ricco di sorprese.
    Tra le sorprese può esserci l’amore vero. Anzi c’è.
    Quando meno te l’aspetti!

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