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L’ansia e la paura

Non è finita!
La paura è ancora presente ma, come una mano che mi ha stretto le vie respiratorie, ora si è attenuata, forse è solo che, ho imparato a gestirla. Tu, amore della mia vita, figlio che ho voluto chiamare Vittorio per la forza che hai dimostrato appena venuto al mondo, mi hai, ancora una volta, fatto provare la paura di perderti.
Ti ho partorito centinaia di volte, innumerevoli sono state le notti che l’incubo di quel giorno si è materializzato nei miei sogni e quante volte, di notte, mi sono alzata per controllare che tu respirassi. Tu, nato da un parto problematico, te ne sei infischiato del disastro che ti aveva colpito e, imperterrito, hai migliorato di giorno in giorno e dopo meno di un mese ti sei lasciato alle spalle ogni criticità e sei diventato un bambino meraviglioso. Il tempo ci è passato addosso e tu hai confermato le mie aspettative. Scuola, laurea, lavoro, indipendenza, casa, compagna, figlio. Una vita piena di vita, un figlio delle meraviglie.
Sede di lavoro Bergamo, lavoro impegnativo, azienda importante che, in tempo di Covid19 resiste alla chiusura. Ecco la vecchia ansia che torna, la paura di perderti, il timore che l’egoismo di altri possa recarti danno. Torna l’insonnia, si ripresentano gli incubi. Ora temo per te e per la tua famiglia. Quando, finalmente, la tua azienda chiude e tu puoi lavorare da casa io torno a respirare normalmente, a dormire senza incubi a sentirti e vederti tramite lo smartfone.
Santa tecnologia che ci ha dato una parvenza di vicinanza in quei tre mesi di segregazione necessaria.
Ce l’abbiamo fatta! Ne siamo venuti fuori(?) acciaccati, mascherati ma vivi e pronti a difenderci come possiamo. Altri non hanno avuto la stessa fortuna
Abbiamo sperimentato troppe cose in quei tre mesi, e anche se non è mancata l’ansia e la paura di perderti, Non sento più quella sensazione di mancanza d’aria, quella difficoltà a concentrarmi sulle cose quotidiane, soprattutto non ho più la dipendenza dall’orologio e dal telefono che mi consentivano di tracciarti, virtualmente in quei giorni terribili.

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Published inAmore